• giovedì , 26 aprile 2018

MOLA, INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA PRO LOCO

MOLA – Quest’anno ricorre il 750° anniversario della fondazione di Mola. La Pro Loco aveva preparato una serie di incontri tematici, e la festa dell’altra sera, in cui fra le altre cose è stata inaugurata la mostra dedicata alla storia di Mola, coi manifesti e le foto gentilmente messi a disposizione da Filippo Affatati e dall’associazione culturale “Le 7 Muse di Apollo”, avrebbe dovuto essere l’inizio di una lunga serie di eventi che si sarebbero tenuti fino a maggio 2018. Invece, due giorni dopo, gli uffici della Pro Loco sono stati chiusi su disposizione del commissario. Tali uffici sono infatti ubicati all’interno del palazzo Roberti, le cui pessime condizioni igieniche sono sotto gli occhi di tutti. Il Comune di Mola (non è chiaro se su sollecitazione del neonato comitato per la salvaguardia del palazzo o se al termine di un procedimento già in itinere da tempo) ha quindi disposto la chiusura dei locali in attesa che vengano effettuate le ispezioni igienico-sanitarie. E la Pro Loco è rimasta chiusa fuori. Senza un altro posto dove andare. Com’è accaduto? E cosa accadrà ora? Ne parliamo col presidente Sabino Rutigliano.

Quando e come ha saputo della chiusura dei locali?

“Giovedì alle 13.30 mentre ero a casa mi è arrivata una telefonata da Filippo Lorusso dell’ufficio Cultura del Comune che mi convocava d’urgenza. Mi sono recato in Comune insieme al nostro vicepresidente Nicola Cassone e abbiamo incontrato, oltre a Lorusso, anche la commissaria Paola Schettini. Lei ci ha detto che dopo essersi consultata con la Asl era costretta a emanare un’ordinanza immediata di chiusura per ragioni igienico-sanitarie. Noi proprio quella sera avevamo l’incontro culturale settimanale e abbiamo chiesto se si poteva rinviare la chiusura, ma lei ci ha detto che non era possibile e che l’incontro poteva tenersi al palazzo delle Culture, o al secondo piano del palazzo Ivrea. Ovviamente non era realistico spostare l’incontro con così poche ore di preavviso per i partecipanti. Così l’incontro è saltato e anche i prossimi.”

Secondo lei la procedura è stata sollecitata dalla lettera del comitato o era già in itinere?

“In quella lettera inviata dal comitato delle associazioni culturali di Mola (comitato di cui la Pro Loco non poteva rifiutarsi di far parte, essendo essa stessa mediatrice fra le varie associazioni culturali) si chiedeva al Comune di intervenire nella pulizia di Palazzo Roberti. Da quel che sappiamo le procedure per le ispezioni igienico-sanitarie sono partite da almeno quattro anni, poiché da tanto i residenti di via Buttaro si lamentavano degli escrementi e dei rumori fatti dai colombi. Ma a parte la transennatura non si era fatto nulla. Ora nel giro di ventiquattro ore si sono mossi a farci chiudere, per cui immagino quella lettera abbia fatto in qualche modo da sollecito.”

Ma la chiusura è in qualche modo giustificata dalla struttura dei vostri uffici?

“E’ vero che per raggiungere i servizi igienici bisogna attraversare l’atrio del palazzo, e che questo è pieno di residui di colombi (escrementi e cadaveri), ma noi da tempo non usiamo più quei servizi ma quelli del bar accanto. Non sta a me affermare se ci sono rischi o no, ma non riteniamo che la presenza della Pro Loco avrebbe intralciato i lavori di ispezione.”

Le ispezioni potrebbero richiedere tempi lunghi, anche anni. Non vi hanno proposto nessuna sede in cui sostare?

“No, noi abbiamo suggerito la possibilità di riattivare il Castello, dove peraltro la Pro Loco ha in gestione fino al 2020 il museo dell’Emigrazione diventato inaccessibile dopo la chiusura (che poi è una chiusura riguardante solo l’ingresso frontale, visto che quello sul retro viene ancora usato per permettere di celebrare i matrimoni all’interno del Castello). Il commissario ha risposto che si tratta di una convenzione tra il Gal e il Comune e che deve vedersela lei.”

E ora dove andrete?

“Abbiamo inviato una notifica all’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco Italiane) pugliese, cui siamo affiliati, e il presidente Rocco Lauciello ci ha fatto sapere di aver già chiesto un incontro col commissario per trovare una soluzione urgentemente. La Pro Loco dovrebbe essere l’intermediaria fra l’amministrazione e le associazioni, ma ora si trova a essere interlocutrice… Oltre alle manifestazioni in programma per l’anniversario, a gennaio dovrebbe ripartire l’alternanza scuola-lavoro con i ragazzi del liceo e abbiamo anche una convenzione col Comune per gestire l’ufficio di accoglienza. Insomma, abbiamo un sacco di programmi in cammino. Non si può togliere la Pro Loco a un paese.”

Vito Giustino

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