• giovedì , 26 aprile 2018

MOLA, IN ANTEPRIMA MONDIALE IL “LITHOS DI PUGLIA”

MOLA – La pietra è più antica dell’uomo. Sulla pietra l’uomo ha fondato la propria civiltà, dapprima trovando riparo nelle grotte, poi imparando ad impugnarla e a costruirvi armi, utensili, fondamenta per le ambientazioni. E forse i primi strumenti musicali. Si può ancora tornare a quel suono primigenio? Donato Divittorio è un musicista di professione e uno scultore per passione. La musica e la scultura sono confluite nella creazione di uno strumento che non ha precedenti, cui ha dato nome “Lithos di Puglia”. Disponendo in un certo modo pietre che egli stesso ha raccolto, facendo vibrare loro accanto delle bacchette, riesce a dar vita a vere e proprie armonie musicali. Ascoltare per credere: lo strumento sarà ospitato presso il Palazzo delle Culture di Mola, in Piazza degli Eroi, fino al 16 dicembre. Sabato sera c’è stata la presentazione nella sala conferenze dello stesso palazzo, in anteprima mondiale. Divittorio ha spiegato al pubblico la genesi e il funzionamento del suo strumento.

“Volevo ricercare nella pietra una piccola storia fatta dalle pietre, dal suolo e dal colore della nostra terra. Non è facile trovare le pietre giuste (e infatti la mia ricerca è durata almeno cinque anni), alcune possono fornirti il suono lì dove le trovi, ma poi il suono viene a mancare una volta esposte all’aria e alla luce. Queste che vedete risalgono al Giurassico inferiore, ovvero 100 milioni di anni fa; solo pietre che hanno vissuto varie epoche geologiche possono vibrare.

Già toccandole con mano posso percepire le differenze tra una pietra e l’altra, se sono solamente calcaree o senza vie litiche non producono suono, perlomeno non quello che cerco. Facendo un sondaggio sui quattro lati della pietra avverto che ognuno dà un suono diverso.

Dopodiché fisso la pietra su un supporto (stando attento a scegliere bene dove fare il foro, o i fori, altrimenti c’è il rischio che si rovini la via litica principale e la pietra non suoni più) e da quel momento posso padroneggiarlo, suonarlo ottenendo da ogni lato la nota principale che può darmi.

Ho dovuto studiare la quantità di vibrazioni e di suoni armonici che ogni pietra riesce a dare. Non tutte le vie vibratorie confluiscono in quella principale, alcune si spezzano prima. Alla fine queste pietre, questi oggetti naturali così simili ma anche diversi tra loro, messi assieme in un certo modo creano un’armonia: mi sembra un messaggio importante… Tutti i popoli andrebbero rieducati ad ascoltare il suono della Terra”.

Dopodiché hanno preso la parola autorità locali come il sindaco Giangrazio Di Rutigliano e il suo vice Francesca Mola (che auspicano vi siano altre iniziative che coinvolgano il maestro e il suo strumento), Antonella Berlen dei Capodieci di Mola, Rosa Capozzi del CNR (Consiglio Nazionale Ricerche) di Bari, Francesca Galasso di Gioia Mathesis, Massimo Diodati di “Noi che l’Arte”, Luigi Morleo del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, la professoressa Valeria Nardulli, ognuno dei quali ha approfondito il contributo che la creazione di Divittorio apporta all’ecologia, alla geologia, alla matematica, alle arti figurative, oltre che alla musica stessa.

Infine, lo stesso Divittorio, in uno slancio di generosità, ha conferito un premio a tutti gli intervenuti,

e si è esibito al lithos accompagnato dalla chitarra di Paolo Battista e dalla voce del soprano Nadia Divittorio (sua figlia), con alcuni brani di repertorio (l’”Inno alla Gioia” di Beethoven e “Giochi proibiti” di Andres Segovia) e con una sua composizione, “Invocazione”, in cui immagina che la Terra parli all’uomo: “Il ritmo è il passo dell’uomo, la melodia è l’invocazione, la memoria del suono, la voce del soprano è la voce interiore della Terra, che invoca l’uomo implorandolo di tornare ad amarla. L’ultima nota è un fa diesis, che per noi musicisti è come un punto di domanda. L’uomo ascolterà questa preghiera?”.

Vi ricordiamo che potrete vedere (e sentire) di persona lo strumento fino a venerdì 16 dicembre, presso la Casa delle Culture di Mola, in Piazza degli Eroi, dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Vito Giustino

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