• venerdì , 23 giugno 2017

MOLA, IL SI’ DEI GIOVANI DEMOCRATICI, di Vito Giustino

034 - Copia

 

MOLA – In vista del referendum di domenica, una nota della Prefettura impone alle amministrazioni di evitare qualsiasi forma di propaganda a favore del sì o del no. Tale divieto vale per gli amministratori nell’esercizio delle loro funzioni, ma essi “possono compiere da cittadini – recita il comunicato – attività di propaganda al di fuori dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, sempre che, a tal fine, non vengano utilizzati mezzi, risorse, personale e strutture assegnate alle pubbliche amministrazioni per lo svolgimento delle loro competenze”. Tradotto dal burocratese, anche gli amministratori possono dire la loro sul referendum ma non a nome del comune e senza spendere soldi pubblici. Ecco perché i Giovani Democratici di Mola si sono autotassati per indire una conferenza, tenutasi al Castello Angioino, in cui hanno pubblicamente preso posizione a favore del sì. La serata era moderata dal segretario cittadino dei GD Pierpaolo Gallo (“gli articoli 41 e 32 della Costituzione garantiscono il diritto rispettivamente alla sicurezza e alla salute del cittadino, non dimentichiamolo”) ed è stata aperta dall’intervento del consigliere comunale PD Angelica Tribuzio: “Il 17 aprile siamo chiamati ad esprimere il nostro consenso o dissenso verso un referendum abrogativo che per la prima volta nella storia d’Italia è stato chiesto da nove Consigli regionali, fra cui ovviamente la nostra Puglia, contrari a una legge che rimpiazza le normative precedenti e proroga le concessioni già rilasciate fino ad esaurimento dei giacimenti. Dobbiamo far sentire la nostra voce”. Elvira Tarsitano, docente di biologia animale ma anche presidente regionale PD: “Il Mediterraneo è un mare chiuso, per cui i danni che lo sversamento di petrolio causò nel Golfo del Messico aumenterebbero a dismisura dato che non ci sono sbocchi. Ed è di pochi giorni fa la notizia dell’esplosione di un oleodotto in Francia che ha portato a una perdita di petrolio, spingendo il governo francese ad accelerare i tempi di riduzione di sfruttamento dell’energia fossile. A cui si era già impegnata, durante il summit di Parigi di qualche mese fa, insieme ad altri Paesi fra cui l’Italia”. Gianni Giannini, assessore regionale ai Trasporti e ai Lavori Pubblici: “L’Italia non ha un piano energetico nazionale. Produciamo il 17% della nostra energia da fonti alternative (in anticipo rispetto alle richieste dell’Europa che ci aveva dato tempo fino al 2020 per raggiungere quella percentuale), ma il governo anziché spingere in quella direzione ha ridotto gli incentivi a chi utilizza fonti alternative! E ora non solo persegue una politica energetica che espone a un oggettivo pericolo l’incolumità dei cittadini (e non si sa perché, visto che le piattaforme interessate dal referendum producono il 4% del nostro fabbisogno energetico di gas e l’1% di quello di petrolio), ma li invita all’astensione!”. Ubaldo Pagano, segretario provinciale PD: “Non abbiamo alcuna prova che le compagnie, una volta scaduta la concessione, avrebbero richiesto di prorogarla, per cui non si capisce nemmeno che interesse ci sia a estenderla all’infinto (anche perché in tal modo non è più una concessione ma una proprietà). Forse perché al di sotto di un quantitativo minimo di materiale estratto la compagnia non deve più pagare alcuna royalty? E non mi si venga a dire, come ho sentito dire anche in tv, che questo referendum riguarda solo alcune regioni. Se crolla il Monte Bianco non riguarda solo i valdostani, tutto ciò che riguarda l’ambiente ci riguarda tutti”. Pino De Silvio, assessore al Comune di Mola: “Sperare di vincere col mancato raggiungimento del quorum lo considero uno schiaffo al nostro vivere civile. Abbiamo tempo fino a domenica per veicolare il messaggio, votare sì per dire no alle trivellazioni. Sono da qualche settimana assessore ai Lavori Pubblici, alle Attività Produttive e al Turismo, tre deleghe che considero strettamente correlate fra di loro. La nostra economia locale ha un enorme potenziale di sviluppo basato sulla pesca, che sarebbe pregiudicata dalla presenza di piattaforme (l’acqua intorno a quelle al largo di Ragusa è fortemente inquinata). Presto la Città metropolitana farà partire un piano di rimessa a nuovo di tutto il waterfront, il lungomare di Mola ne farà parte e sarebbe assurdo che in un momento simile (in cui anche le grandi compagnie di navigazione puntano a valorizzare il nostro tratto di mare) iniziassero a sorgere trivelle all’orizzonte. Quanto è stato detto stasera non è in contraddizione col fatto che il governo attuale è presieduto dal PD, poiché in democrazia è consentito pensarla diversamente anche nello stesso partito”. Giangrazio Di Rutigliano, sindaco di Mola, ha infine raggiunto i relatori per dare il suo appoggio: “Ci è stato imposto dalla prefettura di non dare indicazioni di voto in quanto sindaci, ma quando qualcosa ci riguarda così da vicino non si può restare fermi. E ora che la domenica si avvicina non dobbiamo fermarci solo al referendum, la difesa del mare e dell’ambiente dev’essere la nostra missione ogni giorno”.

Vito Giustino

 

 

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