• sabato , 16 dicembre 2017

MOLA, I PESCATORI INIZIANO AD ESSERE ASCOLTATI?

MOLA – L’importanza della pesca in una qualsiasi comunità è storicamente fondamentale. E le istituzioni storicamente se ne dimenticano. Oggi la marineria molese è in un momento difficile, ma forse le istituzioni iniziano a svegliarsi. E’ di poche settimane fa l’incontro organizzato presso l’hotel Gabbiano dagli ex-consiglieri Nicola Tanzi, Giambattista Siciliano, Franco Battista e Vito Lepore, in cui i pescatori di Mola, Manfredonia, Monopoli e Molfetta hanno potuto incontrare il parlamentare europeo Nicola Caputo e il consigliere regionale Marco Lacarra, ai quali hanno espresso le loro rimostranze riguardo la legge n°154 del 28 luglio 2016, che li penalizza fortemente, fra l’altro proponendo sanzioni sproporzionate e che potrebbero distruggere le piccole attività. Hanno anche esibito una dimostrazione pratica di come le maglie delle reti attualmente richieste dalla legge sono così larghe da far passare qualsiasi esemplare di fauna ittica del nostro tratto di mare. Una dimostrazione che i due onorevoli hanno prontamente filmato promettendo di sottoporla all’attenzione della Commissione Pesca.

E non è l’unica vittoria messa a segno dai pescatori molesi. L’altro ieri il direttivo del comitato “Pro-porto di Mola di Bari” (costituitosi negli ultimi mesi per sensibilizzare le istituzioni sui problemi della marineria molese, di cui il più urgente è il dragaggio del porto, ormai improcrastinabile) ha ottenuto un incontro col commissario di Mola, Paola Maria Bianca Schettini, dall’esito a quanto pare soddisfacente. Ne parliamo col presidente del comitato, Leonardo Susca: “Anzitutto abbiamo inviato una lettera protocollata al commissario in cui abbiamo esposto il problema del dragaggio, e lei ci ha risposto e convocato nel giro di tre o quattro giorni. Si è resa molto disponibile, e già questo è un risultato che i pescatori molesi non ottenevano da tempo… Ci ha assicurato che monitorerà l’iter necessario per il dragaggio, con la collaborazione dell’ufficio tecnico nelle persone di Vito Berardi e Pasquale Lorusso, e ci terrà informati. E’ la prima volta dopo anni che sentiamo di avere tanta attenzione da parte del comune”.

In che condizioni è attualmente il porto? “E’ in una situazione rischiosa, i pescherecci hanno un proprio percorso, ma in estate è più frequente la bassa marea che aumenta i rischi nell’entrare e uscire dal porto, per non parlare dei temporali (meno frequenti in estate, ma particolarmente devastanti). Col fermo biologico le barche più grosse resteranno ferme, ma non sappiamo che situazione troveranno quando riprenderanno a uscire a settembre”.

Ovviamente, con la situazione economica attuale, non si può sperare in una soluzione troppo celere… “Il commissario è stato molto chiaro in questo ed è una cosa che ho apprezzato, ci ha detto che non è possibile fare richieste di fondi comunali. Attenderemo che riesca quantomeno a mettere le basi per futuri interventi”.

E avete dei progetti per allora? “Intendiamo chiedere, più in là, un parcheggio ad orario per la vendita del pescato, in modo che chi viene da fuori Mola a comprare il pescato abbia un’area dove parcheggiare (attualmente c’è chi rinuncia a venire a Mola ad acquistare il pesce perché sa che non troverà dove parcheggiare, avete idea di che danno per l’economia?).

Successivamente, mettendoci insieme ad altri comitati, ci piacerebbe riproporre la Sagra del Pesce. L’evento (che ovviamente si terrebbe in una data lontana da quella della Sagra del Polpo, poiché non ha senso accavallare gli eventi) sarebbe a costo zero, poiché non chiederemmo nulla al Comune se non una libera partecipazione ma ci finanzieremmo tra noi pescatori e avremmo la possibilità di promuovere il nostro prodotto. Ci sono voluti due mesi per creare il nostro comitato (non è facile convincere la gente a mettere da parte la diffidenza, specie qui a Mola, spingerla a non ragionare più individualmente ma come categoria), ora è il momento di farci conoscere, in tutti i modi”.

Vito Giustino

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