• venerdì , 27 aprile 2018

MOLA, FIRMATO IL PROTOCOLLO D’INTESA SULL’ECOVILLAGGIO

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MOLA – Forse non sarà una DeLorean a portarci nel futuro ma un furgone  a idrogeno. E passerà da Mola. E’ stato finalmente firmato, tra le mura del Castello Angioino, il protocollo d’intesa fra il nostro Comune, rappresentato dal sindaco Giangrazio Di Rutigliano, e la fondazione Università dell’Idrogeno, presieduta dal fisico Nicola Conenna, che porterà a sviluppare il furgone presentato dal fisico molese all’ultima Fiera del Levante in modo da dar vita a un ecovillaggio, cioè una struttura che grazie all’idrogeno potrà autoalimentarsi di energia. La firma è stata preceduta da una breve conferenza coordinata dall’assessore Gianni Russo, il primo membro dell’amministrazione che ha creduto nel progetto e che ne seguirà lo sviluppo (ma erano presenti anche gli altri assessori, Francesca Mola, Rossana Saponaro e Niki Bufo, per testimoniare come la portata del progetto investirà tutte le aree professionali). La prima parola è spettata al sindaco, che ha sottolineato l’importanza dell’evento, “importante perché si mette un primo passo su un percorso innovativo, forse epocale. Un ecovillaggio a idrogeno è qualcosa di unico a livello europeo e pone Mola al centro dello sviluppo mondiale. Agire fuori dagli schemi, e agire in squadra, è l’unico modo per portare quel cambiamento che altrimenti non arriverebbe mai”. Conenna da par suo si è detto “felice, poiché di ecovillaggi a tutt’oggi nel mondo ce ne sono pochi (Giappone, Germania, California), e sapere che ne sorgerà uno nel mio paese dimostra che si può essere profeti in patria. L’importanza del progetto è dimostrata dal fatto che tra un mese e mezzo ci sarà la conferenza mondiale sul clima a Parigi, e vi posso anticipare come si concluderà: si accorderanno per non far aumentare più di due gradi la temperatura globale. Ma una soluzione così non serve a niente, è come se il medico si impegnasse a non far alzare troppo la temperatura a un paziente che ha già la febbre… Noi non possiamo imporre la nostra volontà ai poteri forti, ma possiamo dimostrare che esiste un’alternativa: un modello energetico e industriale a emissioni zero, quello più economico e vicino alla natura, il sistema a idrogeno. Un modello che può essere applicato dai veicoli alle abitazioni. E dato che ci vogliono venti o trent’anni perché una nuova tecnologia prenda piede è meglio partire subito. La nostra fondazione ha carattere universitario, crea prototipi, e questo per cui firmiamo oggi sarà un prototipo bello grande, un intero quartiere…”. Infine, Russo ha voluto sottolineare “i motivi per cui questo progetto ci ha convinto: anzitutto vengono utilizzati materiali sicuri, non inquinanti, e a costi energetici veramente bassi. Inoltre abbiamo l’opportunità di ricorrere ai finanziamenti europei per le energie sostenibili, tanto più che la Comunità Europea ha intenzione, entro il 2025, di creare una rete infrastrutturale dell’idrogeno. Per noi l’ecovillaggio sarà un modello la cui tecnologia potremo applicare anche al resto del paese, alle strutture già esistenti, rientrerà nel piano urbanistico generale e auspichiamo venga inserito anche nei progetti smart della città metropolitana”. Un progetto lungimirante dunque, che ha già raccolto il plauso di Riccardo Amirante (responsabile delle relazioni esterne del Politecnico di Bari), Beppe Fracasso (in rappresentanza della Confindustria Bari Bat), Alessandro Ambrosi (presidente della Confcommercio di Bari Bat e della Camera di Commercio di Bari), Ugo Patroni Griffi (presidente della Fiera del Levante) e Giuseppe Riccardi (segretario della Confederazione Nazionale Artigianato di Bari), tutti intervenuti all’incontro. Ora è tempo che siano i molesi a rendersi conto di quale rivoluzione industriale potrebbe vederli protagonisti. E’ già in programma una serie di incontri con la cittadinanza, e noi faremo la nostra parte seguendoli e raccontandoveli. La strada per il futuro è lunga.

Vito Giustino

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