• domenica , 21 gennaio 2018

MOLA, FESTA A SORPRESA PER GLI 85 ANNI DI NICOLA DIOMEDE

MOLA – Il compleanno è un giorno da passare in famiglia, specie quando è una tappa importante. Per un insegnante (un vero insegnante) anche gli allievi sono una famiglia, poiché li ha aiutati a crescere. Devono aver pensato questo alcuni ex-allievi del professor Nicola Diomede, il maestro che tanti musicisti ha formato nel nostro paese attraverso la sua Accademia del Canto, quando per il suo 85° compleanno hanno deciso di dedicargli un concerto a sorpresa. L’altra sera, 15 dicembre, alle 20.40 circa il maestro ha varcato l’ingresso della chiesa del Sacro Cuore accompagnato da sua moglie che, d’accordo con gli organizzatori, lo aveva portato lì con una scusa. Ma ad aspettarlo c’era un intero coro con musicisti, tutti studenti o ex-studenti dell’Accademia, che al suo ingresso hanno intonato “Tanti auguri a te”.

Visibilmente sorpreso ed emozionato, Diomede e signora sono stati fatti accomodare al centro della chiesa da cui hanno potuto seguire la serata. Il concerto è stato introdotto da Gabriella Bonamassa, che ha tenuto un breve discorso di ringraziamento a nome di tutti gli allievi, e dal parroco don Franco Fanizza, che ha ringraziato il Signore di aver dato alla cittadinanza un maestro di musica così sensibile e prodigo, e chiuso con la consegna da parte di un responsabile comunale di una targa in onore del professore.

Il programma del concerto prevedeva: alcuni brani per coro dal Gloria RV 589 di Antonio Vivaldi, in cui il movimento “Laudamus Te” è stato eseguito dalle due soprano Maria Cristina Bellantuono e Margherita Rotondi; l’intermezzo sinfonico dell’Ave Maria dalla Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, eseguito dal basso Gaetano Dalessio; la Toccata in do minore, ultima parte della Suite Gotique op. 25 di Leon Boellmann eseguita dall’organista Margherita Sciddurlo; l’aria “The trumpet shall sound” tratta dal Messiah di Georg Friedrich Haendel eseguita dal basso Gaetano Dalessio; l’aria “Tre sbirri, una carrozza… Te Deum”, tratta dall’Atto I della Tosca di Giacomo Puccini, eseguita dal baritono Franco Palumbo; il pianista Piero Rotolo ha eseguito al pianoforte una serie di brani di vari musicisti, fra cui Niccolò Van Westerhout, il grande compositore molese che Diomede ha contribuito a strappare al rischio dell’oblio; il brano “In te Domine speravi”, parte finale del Te Deum di Marc-Antoine Charpentier, eseguito dal contralto Teresa Pascucci e dal basso Onofrio Torres; le romanze “Nessun dorma” e “O sole vita” tratte dall’Atto III della Turandot di Puccini, eseguite dal tenore Antonio Ungaro; infine, l’Alleluia tratto dal finale della seconda parte del Messiah di Haendel, eseguito dal coro (diretto, per tutta la serata, da Onofrio Torres).

Ognuno dei cantanti e musicisti ha avuto parole per il maestro. Alcuni le hanno pronunciate pubblicamente prima dell’esibizione, altri sono corsi a sussurrargliele dopo. Ma dalla sua espressione ci sembra che il “discorso” da lui più apprezzato siano state le esecuzioni stesse, in cui ha potuto vedere come ciascun allievo ha messo in pratica i suoi insegnamenti. Alla fine il bis dell’Alleluia è stato diretto dallo stesso Diomede, che a richiesta di dire qualcosa ha detto solo “Grazie a tutti”. Non c’era altro da aggiungere, ciò che ha seminato parla per lui. Buon compleanno, Maestro.

Vito Giustino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Related Posts