• sabato , 21 aprile 2018

MOLA DI BARI, TARI: L’OPPOSIZIONE DI DESTRA IN CONSIGLIO PASSA AL CONTRATTACCO

Il pubblico presente

 

MOLA DI BARI –  Riceviamo e pubblichiamo. «TARTASSATI» è stato il titolo, il messaggio e l’accusa di un manifesto che, durante la scorsa campagna elettorale, la “Coalizione Bene Comune per Mola 2015” ha mosso contro l’Amministrazione Diperna.

Oggi, l’attuale Amministrazione Di Rutigliano, incapace di mantenere le roboanti e, al contempo, inconsistenti promesse elettorali, cerca di addebitare ad altri responsabilità che, invece, derivano esclusivamente dalla propria incompetenza, pensando di raggirare (ancora una volta) la buona fede dei cittadini molesi.

Per lo scorso 30 Luglio 2015 hanno convocato un Consiglio comunale d’urgenza sulle tariffe della Tassa Rifiuti, trasmettendo la documentazione ai consiglieri di minoranza solo 24 ore prima.

Risultato: parte della maggioranza ha approvato un provvedimento che aumenta la TARI alle famiglie e a diverse categorie produttive, senza la possibilità di discuterne nella Conferenza dei Capigruppo e senza consentire alla minoranza di proporre modifiche e variazioni a favore dell’intera cittadinanza.

Ma veniamo ai fatti cercando di fare chiarezza in maniera definitiva sulla vicenda.

Il costo del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani, come da Piano Economico Finanziario (PEF) del 2014, approvato in Consiglio Comunale con delibera n.45 del 29/09/2014, è stato determinato in € 4.291.374,43; mentre quello da poco approvato, relativo all’annualità 2015, è di € 4.374.763,71.

A fronte di un costo del servizio pressoché identico, l’importo da versare da parte dei cittadini molesi è aumentato. Perché?

Nel corso del Consiglio Comunale del 30 luglio l’Assessore al Bilancio Francesca Mola ha giustificato questi aumenti con la necessità di recuperare un fantomatico 34% dalla TARI 2014 in quanto, a suo dire, la precedente Amministrazione, al fine di determinare forti riduzioni per le attività commerciali, nello stesso 2014 avrebbe fatto pagare ai cittadini molesi soltanto il 66% del costo del servizio di appalto, rinviando al 2015 il recupero del 34% restante.

Queste affermazioni sono assolutamente infondate ragion per cui, dal nostro punto di vista, riteniamo opportuno rifarci agli atti ufficiali.

Nel 2014 il costo del servizio rifiuti, come già anticipato, è stato determinato in complessivi € 4.291.374,43.

Dal rendiconto 2014, approvato con deliberazione di consiglio comunale n. 17 del 22 maggio 2015, si evince che la somma accertata in entrata dal Comune di Mola (e, dunque, richieste ai contribuenti) per coprire il costo del servizio rifiuti per l’anno 2014, è pari a € 4.237.400,88.

La differenza tra quanto accertato in entrata e il costo del servizio è stata, dunque, pari a € 53.973,55 (l’1,03% del costo, non certo il 34%), somma che la nostra Amministrazione ha destinato ad agevolazioni per le attività produttive maggiormente colpite dagli incrementi del 2013, decidendo di coprirla con fondi di bilancio.

Tale importo non è, dunque, una somma non pagata nel 2014 e non deve essere recuperata nel 2015. Avremmo di certo voluto fare di più, ma pochi giorni prima del Consiglio comunale di approvazione del bilancio preventivo 2014, ci fu comunicato un ulteriore taglio di circa € 200.000,00 sui trasferimenti statali che ci costrinse a una variazione d’urgenza sullo schema di bilancio precedentemente definito.

Non si è trattato, dunque, di una “gattopardesca operazione contabile”, così come improvvidamente affermato anche in un articolo apparso su un sito di informazione online, ma di una scelta politica orientata ad agevolare le categorie produttive più svantaggiate senza gravare sulle famiglie, contrariamente a quanto fatto da questa Amministrazione.

Alla luce di quanto sopra descritto è quindi evidente che le motivazioni dell’incremento della Tassa Rifiuti del 2015 è da ricercare in una scelta squisitamente politica fatta dall’attuale maggioranza che ha pensato bene di ripartire il costo del servizio dei rifiuti applicando l’ 80% alle utenze domestiche e il 20% alle utenze non domestiche. Diversamente dal 2014 che vedeva una ripartizione pari al 75% per le utenze domestiche e del 25% a quelle non domestiche.

Questa, e solo questa scelta, assieme a quella di eliminare le agevolazioni per le seconde case e per alcune categorie produttive, è la causa dell’aumento che adesso i cittadini, in particolar modo le famiglie, dovranno pagare.

Nelle tabelle che seguono riportiamo alcuni esempi di utenze domestiche e utenze non domestiche, allo scopo di rendere edotti i cittadini circa le differenze prodotte da questa decisione che riteniamo scellerata:

 

UTENZE DOMESTICHE – ABITAZIONE PRNCIPALE  
NUCLEO FAMILIARE AUMENTO RISPETTO AL 2014
2 persone 10%
3 persone 7%
4 persone 16%
5 persone 16%
6 o più persone 17%

 

UTENZE DOMESTICHE – SECONDE CASE  
NUCLEO FAMILIARE AUMENTO RISPETTO AL 2014
2 persone 22%
3 persone 19%
4 persone 28%
5 persone 29%
6 o più persone 30%

 

UTENZE NON DOMESTICHE  
TIPOLOGIA ATTIVITA’ AUMENTO RISPETTO AL 2014
Alberghi senza ristorazione 30%
Ortofrutta – Pescherie – Fiori – Pizza al taglio 28%
Ristoranti – Trattorie – Osterie – Pizzerie – Pub 10%

 

L’incremento, dunque, non è, come taluni vogliono far credere, la conseguenza di un costo aggiuntivo o di un “debito” nei confronti del piano finanziario TARI 2014, lasciato dall’amministrazione Diperna, ma di una “singolare” scelta politica orientata ad agevolare determinate utenze non domestiche, a scapito di quelle già di per sé più penalizzate dalla normativa, nonché di tutte le famiglie.

In tal modo, purtroppo, sono stati vanificati gli enormi sforzi compiuti lo scorso anno dalla precedente Amministrazione, al fine di mitigare gli effetti prodotti nel 2013 dal passaggio dal regime TARSU a quello TARES/TARI, con l’obbligo della copertura integrale dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Rimangono infine senza alcuna risposta i dubbi sollevati dalla minoranza in Consiglio comunale e riguardanti, in particolar modo, la mancata previsione nel Piano Economico Finanziario 2015, della voce “accantonamenti” (concernenti eventuali passività eventuali, correlate alla gestione dei rifiuti) e la mancata indicazione dei ricavi del Comune a seguito della vendita del materiale da riciclare (es. carta e plastica), fattore quest’ultimo che avrebbe potuto ridurre il costo complessivo del servizio, con conseguenti effetti positivi per i contribuenti molesi.

Crollano quindi sin dal primo Consiglio comunale le illusioni, le promesse e gli impegni assunti in campagna elettorale da parte del Sindaco Di Rutigliano e di un’Amministrazione che, a distanza di quasi due mesi dalle elezioni, dimostra la sua incapacità di governare una città sempre più in ostaggio di una paralisi politico-amministrativa.

I consiglieri comunali di minoranza

Comune di Mola di Bari

Stefano Diperna – Mola Area Popolare

Sebastiano Delre – N.C.D.

Giovanni Vincesilao – Fratelli d’Italia

Francesco Brunetti – Forza Italia

Giuseppe Colonna e Marino Liuzzi – Alleanza per Diperna Sindaco

 

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