• sabato , 23 settembre 2017

MOLA, CONFERENZA CITTADINA DELL’EX-SINDACO

MOLA – Per chi non lo avesse capito, a Mola è ricominciata la campagna elettorale. Siamo commissariati da appena una settimana ma già sono spuntati come funghi comitati, laboratori e quant’altro, e potete star certi che molti altri ne verranno. Tra le tante voci che si levano non poteva mancare quella del sindaco uscente Giangrazio Di Rutigliano, che in una nuova sede affittata in via Di Vagno ha ieri sera indetto una conferenza cittadina per dare la sua versione sui fatti degli ultimi due anni. Notare la presenza di alcuni ex-assessori della giunta tecnica nominata nell’ultima settimana di consiliatura e spazzata via dalla mozione di sfiducia  (Gianvito Pugliese, Maria Cristina Ciriello, Isadora Martino), segno che questi ultimi hanno intenzione di proseguire la loro collaborazione con la ex-giunta, almeno per il momento.

Il discorso di Di Rutigliano, durato ben un’ora e tre quarti, è stato sostanzialmente simile all’intervento finale dell’ultimo consiglio comunale, con la differenza di essere meglio strutturato (con tanto di didascalie su lavagna luminosa) e di essere “giocato in casa” (il pubblico era interamente composto da sostenitori della coalizione “Bene comune”). Era articolato nei seguenti argomenti: Perché Mola non ha più un’amministrazione, Cosa è accaduto politicamente in questi 20 mesi, Che situazione aveva ereditato l’amministrazione da quella precedente, Cosa ha fatto l’amministrazione in questi 20 mesi.

Di Rutigliano ha spiegato che l’amministrazione è caduta non per sua volontà, ma a causa della mozione di sfiducia giunta dall’opposizione in concomitanza con la crisi che si era sviluppata all’interno della maggioranza. Crisi di cui ha tracciato una breve cronistoria: “Il 20 dicembre 2016, dinanzi alla dichiarazione di indipendenza di quattro consiglieri della maggioranza, ho aperto ufficialmente la crisi politica dichiarando che mi sarei preso un mese per riflettere. Il 1° febbraio 2017 ho rassegnato le dimissioni. Da quel momento avevo 20 giorni di tempo per ritirarle, ma onestamente non credevo che in venti giorni saremmo riusciti a trovare tra le forze politiche un’intesa che non avevamo trovato per mesi. Ma mi fu fatto notare che il commissariamento sarebbe stato quanto di peggio potesse accadere e ho lavorato coi miei alleati per impedirlo. Il 13 febbraio la coalizione emise un documento in cui ci si impegnava a raggiungere nuovi obbiettivi per cui sarebbero serviti nuovi profili. Il giorno dopo sottoponemmo il documento ai quattro consiglieri indipendenti che però rifiutarono la proposta. Due consiglieri, Giovanni Alberotanza e Antonio Tricase, si offrirono di fare da mediatori con i quattro, ma fu tutto inutile, dopo aver chiesto l’azzeramento della giunta i quattro continuavano nel loro atteggiamento di chiusura anche se li avevamo accontentati. Poi il 27 febbraio l’opposizione ha presentato mozione di sfiducia (la seconda in meno di due anni) che il 23 marzo è stata votata da loro, dai quattro indipendenti e dal capogruppo del PD”.

Dopodiché una carrellata sulla situazione trovata al momento dell’insediamento ed ereditata dall’amministrazione Diperna (TASI raddoppiata, gestione caotica degli uffici comunali, debiti da pagare) e su quanto la sua amministrazione ha fatto in due anni: pagamento dei debiti, risanamento dell’apparato amministrativo, lavori in piazza XX Settembre, completamento dell’iter per il finanziamento di Palazzo Roberti, ristrutturazione di scuole e asili… “Certo, molto restava ancora da fare, ma abbiamo avuto a disposizione appena un anno e mezzo. Chi c’era prima di me aveva chiesto di poter restare altri cinque anni per realizzare tutto quanto serviva, io avrei dovuto riuscirci in meno di due anni!”.

L’incontro si è ufficialmente chiuso qui. Ci è stato spiegato che essendo una conferenza cittadina e non una conferenza stampa non erano previste domande dei giornalisti. Ma noi un paio di domande a Giangrazio le abbiamo fatte lo stesso durante le chiacchiere del dopo-incontro. Innanzitutto, se era così soddisfatto del lavoro degli ex-assessori (la maggior parte dei successi illustrati durante la serata sono quantomeno da condividere con loro), e se i quattro indipendenti non hanno mai chiesto l’azzeramento della giunta (avevano chiesto solo un depotenziamento di Francesca Mola, almeno così dichiarano), perché mandarli a casa? “Non è vero che nessuno dei quattro voleva l’azzeramento, so per certo che uno di loro ha detto durante una discussione ‘Figurati se Giangrazio avrà il coraggio di azzerare la giunta…’. Gli ho dimostrato che il coraggio ce l’avevo”. Infine, per curiosità, di chi è il locale in cui si è tenuta la conferenza? “Mio. L’ho preso diversi mesi fa”. E allora perché non ha mai riaperto il Laboratorio delle Idee, chiuso il giorno dopo le elezioni essendo scaduto l’affitto? In questi due anni le abbiamo chiesto più volte di non disperdere il contributo di idee datole da quei ragazzi e lei ci aveva risposto di stare cercando un nuovo locale… “Lo avrei aperto se ne avessi avuto il tempo, ma chi ce lo aveva?”. Avremmo voluto chiedergli anche altre cose, ma ci è stato promesso che “ci saranno altre occasioni”. Non ne dubitiamo. Da qui a giugno 2018 la campagna elettorale è ancora lunga.

Vito Giustino

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