• venerdì , 20 aprile 2018

MOLA, CONCERTO NATALIZIO DELL’ASSOCIAZIONE “ARTE&MUSICA”

MOLA – La musica è un linguaggio che unisce i popoli e le epoche. Forse è per questo che nelle sere di Natale i concerti nelle chiese abbondano. Uscire di casa, rifugiarsi in una chiesa per evadere dalla giostra di luci artificiali e canzoni registrate, e immergersi nell’ascolto di musiche fuori dal tempo, se fatto con lo spirito giusto è qualcosa di molto simile a un’esperienza mistica. Uscire dal contingente per riconciliarsi col resto del mondo. A Mola le iniziative non mancano, praticamente tutte le associazioni musicali portano nelle chiese locali il repertorio dei canti natalizi. Uno dei tanti è stato tenuto il 21 dicembre nella chiesa di Sant’Antonio da Margherita Sciddurlo dell’associazione “Arte&Musica”. Di tutti i concerti molesi di questo periodo è l’unico senza repliche. Mesi di esercizio, prove, organizzazione, promozione e quant’altro e poi tutto si gioca in meno di un paio d’ore senza possibilità di recupero. A farla da padrone, l’organo: il Petrus de’ Simone del 1747 restaurato nel 2007 dopo anni e anni di abbandono, e che la stessa Margherita adopera insieme ad altri musicisti nella kermesse primaverile dei “Concerti di Santa Maria del Passo” di cui questo concerto (insieme a quello di mezza estate che si tiene in agosto) può essere considerato un’appendice.

La prima parte del concerto ha visto Sciddurlo esibirsi al Petrus con pastorali sei-settecentesche di Frescobaldi, Corelli, Cervellini e altri, alternandosi con le letture sceniche di Carlo Calisi che declamava le poesie natalizie di Quasimodo, Ungaretti, Saba, Gozzano. Un’altra lettura, fatta dalla stessa Margherita che ha recitato sull’altare “Na lacreme da u ssevirchie” del poeta dialettale Antonio Abatangelo, ha introdotto la seconda parte del concerto, da lei stessa definita “più ritmata”, in cui si è esibita a un altro organo, installato ai piedi dell’altare, e soprattutto in coppia col sassofonista Paolo Debenedetto.

I due hanno eseguito una serie di classici natalizi fra cui l’”Adagio in Re minore BWV 596” di Bach, “Tu scendi dalle stelle” di sant’Alfonso Maria de’ Liguori e i tradizionali “Amazing Grace” e “Jingle Bells”. Gli impegni di Margherita non si concludono qui: tra marzo e aprile riprenderanno i “Concerti di Santa Maria del Passo” e soprattutto, a maggio, dovrebbe partire il 1° Concorso Organistico Nazionale “Petrus de’ Simone”. Tale iniziativa avrebbe dovuto tenersi già a ottobre, ma è slittata per i soliti problemi burocratici e, inutile nasconderlo, finanziari. Non sappiamo se e quanto il Comune contribuirà all’organizzazione. Vero che le casse del Comune non sono in fiore, ma se si vuole investire nella cultura (ed è necessario farlo se si vuole che il paese cambi) riteniamo non si possa ignorare una risorsa come l’organo più antico di Mola. Per non parlare del ritorno di visibilità che una simile iniziativa offrirà al paese. I bravi artisti li abbiamo, le loro idee per valorizzare il territorio anche, serve che le istituzioni credano in loro. Sarebbe un regalo che va oltre il Natale per rimetterci in sintonia con il mondo.

Vito Giustino

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