• sabato , 19 agosto 2017

MOLA, AMMINISTRAZIONE IN CRISI

MOLA – “Finora mi sono rivolto a tutto il consiglio. Adesso mi rivolgo alla mia maggioranza: il tempo di fare chiarezza e della valutazione politica sulla situazione attuale è arrivato. Ritengo che il permanere di una situazione politica incerta non giova all’intera comunità. […] Pertanto da adesso intendo avviare un periodo di profonda verifica politica e amministrativa, da cui auspico emerga la volontà di tutti gli amministratori e delle forze politiche di maggioranza di raggiungere un punto di incontro al fine di assicurare quella stabilità politica che è indispensabile per un governo prontamente efficace, di cui la comunità molese ha fortemente bisogno. Questo periodo di verifica dovrà concludersi il prima possibile e comunque non oltre il mese di gennaio, trascorso il quale, qualora non ci fossero solide condizioni politiche per raggiungere significativi risultati amministrativi, rassegnerò le mie irrevocabili dimissioni”. Questo il passaggio cruciale del lungo discorso letto dal sindaco di Mola Giangrazio Di Rutigliano al termine dell’ultimo consiglio regionale, che se da un lato ha visto allontanarsi l’eventualità del dissesto finanziario, dall’altro ne ha visto approssimarsi uno altrettanto inquietante: la crisi amministrativa.

Tutto è cominciato quando i consiglieri Giovanni Siciliano, Nicola Tanzi, Franco Battista e Vito Lepore hanno dichiarato la loro uscita dalla maggioranza, che a questo punto numericamente non è più tale. Siciliano ha letto un discorso (diffuso sui social nelle ore seguenti) in cui a nome del suo gruppo, i Moderati per Mola, ha informato “il consiglio comunale e i cittadini molesi di non aderire più a questa maggioranza e di assumere la posizione di indipendente. Tale decisione scaturisce dalla non condivisione del modo di amministrare il paese. L’accentramento delle decisioni, lo scollamento tra il consiglio, la giunta e il territorio stanno creando confusione e mancanza di punti di riferimento nell’elettorato moderato. […] A distanza di diciotto mesi dalla sua nomina abbiamo constatato che puntualmente vengono sottovalutate e calpestate tutte le proposte, esortazioni, consigli e indirizzi che il nostro gruppo congiuntamente ad altri consiglieri hanno nel tempo suggerito. Rinnoviamo il nostro impegno a lavorare nell’interesse del paese, cosa che faremo da indipendenti, valutando di volta in volta e nell’esclusivo interesse dei molesi i provvedimenti che saranno portati in votazione”. Franco Battista, ex-Progetto Mola ora Gruppo misto, si è associato alla scelta dei Moderati. Da qui la decisione del sindaco di avviare una “riflessione” che sembra avere già da ora pochi sbocchi: o entro fine gennaio la maggioranza si ricompatta o lui si dimette e Mola si ritrova commissariata fino a nuove elezioni.

Si direbbe che la riflessione promessa dal sindaco fosse in corso già da tempo tra i suoi (ex)alleati, poiché a consiglio ancora in corso (quindi dopo l’uscita ufficiale dei quattro consiglieri ma prima che Di Rutigliano facesse il suo discorso finale) il gruppo Avanti per Mola ha diffuso il suo comunicato in cui parla senza mezzi termini di “crisi ufficialmente aperta”, ricordando tutti gli episodi che dal punto di vista del gruppo hanno portato a crearla: “Una crisi che affonda le sue radici in una mutazione i cui primordi si ritrovano già all’indomani del primo turno elettorale del 31 maggio 2015, quando al proprio interno è iniziata la differenziazione su scelte squisitamente e profondamente politiche, quale quella di allargare inopportunamente la coalizione ad un nostro non tenero competitor di campagna elettorale [il riferimento è a ‘L’Altra Mola’, gruppo attualmente rappresentato dall’assessore Gianni Russo, entrato in maggioranza tramite apparentamento, cioè con un’alleanza in vista del ballottaggio, ndr], creando le condizioni oggettive per una ferita democratica di non poco conto (estromissione di una forza politica forte di un consistente esito elettorale e rafforzamento dello schieramento della destra) orientando l’elettorato grillino a voltarci le spalle nel ballottaggio. Non ci siamo solo battuti in quell’occasione, ma anche dopo la vittoria elettorale, quando abbiamo suggerito di dedicarci alla sessione di bilancio, cuore pulsante di un’attività amministrativa, e rinviare gli assetti amministrativi a dopo l’estate, varando una Giunta tecnica. Neanche questa volta siamo stati ascoltati”. Il documento prosegue ricordando tutte le volte in cui il gruppo Avanti per Mola si è trovato di fatto tagliato fuori dalle decisioni della neonata amministrazione. “Ci rendevamo conto dello squilibrio creato da un’amministrazione di neofiti, senza un filo d’esperienza, ma con tanta presunzione e supponenza, tanto da non essere ascoltati neanche in un’altra nostra sollecitazione dell’epoca: mettere a nudo, in un’apposita conferenza stampa, la reale situazione finanziaria dell’Ente così come appena ereditata. Già affioravano, infatti, i primi dati squilibrati da debiti fuori bilancio e poste con destinazione di vincolo impropriamente utilizzate: ennesimo consiglio caduto nel vuoto. Al momento del recupero del PD all’azione di governo cittadino, tardiva ed avvenuta con molta fatica [inizialmente il PD aveva rifiutato di entrare in maggioranza, limitandosi a un appoggio esterno, ndr], tornavamo sulla nostra richiesta più volte avanzata di ‘revisione degli attuali assetti amministrativi’. E difatti l’inversione di tendenza che ci si aspettava non è avvenuta! Così la nostra sofferenza e disagio sono cresciuti fino al punto, di fronte al nuovo emergere di debiti fuori bilancio lo scorso luglio, di annunciare che ‘il tempo della pazienza è scaduto’ e la ‘non partecipazione alle riunioni di maggioranza’. […] Il dovere di governare è frutto di un mandato elettorale che non si può tradire e chi riveste la massima carica istituzionale ha un compito preciso: fare una proposta e sottoporla al giudizio del massimo consesso.  La nostra la conosce già: UN FORTE ESECUTIVO RICONOSCIBILE E QUALIFICATO e poi accada quel che accada e ognuno si assuma le proprie responsabilità fino in fondo”.

Tutti contro il sindaco, quindi? Non esattamente. Il coordinatore del PD locale Antonio Bonamassa ha diffuso da par suo una nota in cui dichiara che il Partito, “dopo le risolute e condivisibili dichiarazioni del Sindaco e alla luce degli incontri di maggioranza susseguitisi, ha ritenuto opportuno condividere con il Capo dell’Amministrazione le finalità di ricercare un rilancio delle intese programmatiche che hanno portato, un anno e mezzo fa, alla costituzione della Coalizione ‘Bene Comune’. Il Partito Democratico ritiene indispensabile l’apporto di tutte quelle forze politiche che si sono ispirate a quel patto, comprese quelle che, crediamo momentaneamente, abbiano preso posizioni che sembrano già molto lontane. Ma, poiché i cittadini molesi non meritano altri intoppi amministrativi, siamo certi che la Coalizione riprenderà, al meglio di tutte le sue componenti, il proprio percorso. Il Partito Democratico, ancora una volta, si farà promotore di tutte le iniziative necessarie a raggiungere questo obbiettivo, nell’interesse generale della nostra comunità”. Sembra insomma che il PD (che inizialmente aveva creato non pochi problemi alla neonata amministrazione con la scelta di tenersi fuori dalla maggioranza per via di mai specificati patti disattesi) sia ora schierato con essa.

Di Rutigliano trova sostenitori anche tra i suoi alleati di ieri che non hanno preso abbastanza voti per entrare in consiglio. Vincenzo Paolo Chiarelli Furio, segretario del gruppo “CondividiaMola” ha infatti diffuso un comunicato in cui, oltre ad annunciare una netta ripresa delle attività del gruppo (il primo congresso a febbraio 2017, un’attività comunicativa molto intensa tramite dirette Facebook a cadenza settimanale per fare il punto della situazione politica, attività socio-culturali, e una serie di proposte quali ad esempio il dimezzamento del gettone di presenza dei consiglieri comunali, il rilascio dei condoni edilizi e il vigilare affinché i lavori in piazza XX Settembre finiscano come promesso ai primi di aprile) entra nella polemica scatenata nel consiglio delle ore precedenti affermando che “alla luce delle dichiarazioni del Sindaco intende riporre massima fiducia nello stesso. Quanto detto dal primo cittadino in merito al ricompattare la maggioranza di governo è un passo decisivo affinché la macchina amministrativa possa finalmente spiccare il volo; qualora ciò non sarà possibile il Movimento riterrà opportune e giustificate le dimissioni del Sindaco ed abbandonerà la coalizione. Sin da troppo tempo siamo impantanati in una situazione che nulla ha a che fare con l’impegno politico assunto in campagna elettorale”.

Insomma, l’anno che sta arrivando si prospetta ricco di novità per il nostro paese. Se saranno buone o cattive lo dirà il tempo.

Vito Giustino

 

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