• venerdì , 23 giugno 2017

MOLA, ALLEATI E CITTADINI CHIEDONO RISPOSTE

MOLA – Non hanno fatto in tempo a finire i nubifragi che hanno funestato il weekend della Madonna Addolorata, che nubi ben più minacciose si addensano sul comune di Mola. E’ di ieri una nota diffusa dal gruppo Avanti per Mola, alleato dell’attuale sindaco Giangrazio Di Rutigliano in campagna elettorale e che ora chiede delle risposte. E come vedremo non è il solo. Ma andiamo con ordine. “E’ arrivato il momento di chiarire la nostra posizione all’interno della maggioranza – si apre il comunicato – per evitare di essere additati quali corresponsabili di scelte che non abbiamo condiviso, ma alle quali abbiamo soggiaciuto per spirito di lealtà alla coalizione”. Il comunicato non entra nel dettaglio delle scelte non condivise, ma in compenso aggiunge ulteriori retroscena: “Quando però una forza politica, come nel nostro caso, senza rappresentanti in Consiglio Comunale e in Giunta (e non certo per volontà popolare) viene costantemente ignorata su contributi e suggerimenti che alla lunga  si sono dimostrati oggettivamente utili e sensati e che, invece, venendo disattesi hanno prodotto danni, e non solo di immagine, non resta altro che rendere pubblico il disagio troppo a lungo covato e compresso […] Ciò ha infatti comportato , da parte nostra, una richiesta di verifica degli assetti organizzativi della maggioranza, non escludendo alcuna soluzione per risolvere i problemi esistenti, finanche sul piano gestionale diretto. Avevamo avvertito, già da qualche tempo, che non avremmo tollerato ulteriori ritardi sui temi sollevati, pena una riflessione sul nostro ruolo e permanenza nella maggioranza, ma mai avevamo perso la speranza di un rilancio della coalizione. Ora però la misura è colma e vogliamo risposte, concrete ed immediate, perché il tempo per rimediare è ormai in scadenza”. In poche parole, se il sindaco ignorerà le richieste dei suoi alleati, questi non esiteranno ad abbandonare la maggioranza, con le conseguenze che si possono immaginare, e anche se il comunicato si conclude con parole concilianti (“Abbiamo perciò salutato con favore l’iniziativa del PD – unica forza che ha raccolto il nostro appello – per rompere gli indugi ed ora confidiamo nel senso di responsabilità del sindaco, innanzitutto, e quella collettiva dell’intera maggioranza per tentare un eventuale recupero, che noi fortemente auspichiamo”) la gravità della minaccia resta.

I nostri lettori non di Mola penseranno che tutto questo si riduca all’ennesima bega di palazzo, un affare interno alla maggioranza che non riguarda i problemi della gente. Ma non è così. Noi che a Mola ci viviamo e per lavoro tastiamo giornalmente il polso della popolazione non possiamo non ritrovare nelle parole del comunicato (quali che siano le motivazioni di chi lo ha redatto) un sentimento diffuso tra i cittadini. Attenzione, non parliamo dei cittadini che sostengono l’attuale opposizione (con tutto il rispetto, il loro malcontento non fa notizia per ovvi motivi), e neanche di quelli che hanno sostenuto l’attuale maggioranza o anche solo singoli assessori per ottenere questo o quel vantaggio e non avendolo ottenuto hanno iniziato a parlarne male per ripicca (senza rispetto, delle rimostranze di chi lavora solo per sé non ce ne importa nulla). I cittadini a cui pensiamo noi sono quelli che per un anno abbiamo visto sgolarsi lungo tutto il paese promettendo a tutti coloro con cui parlavano un cambiamento. Che lo hanno fatto da volontari, senza prendere una lira, solo perché ci credevano. Che hanno continuato a sostenere la maggioranza anche nei primi incerti mesi dopo l’insediamento, sperando che avesse solo bisogno di carburare un po’. E che oggi sono, per usare un diplomatico eufemismo, delusi. Perché si sentono inascoltati. Perché non si riconoscono nel lavoro e nell’atteggiamento di una maggioranza che sembra essersi chiusa al dialogo con l’esterno. Perché quando sai di aver impresso tutte le tue energie e la tua buona fede in qualcosa in cui credevi (prendendoti anche gli insulti più o meno disinteressati di altre persone) e poi scopri che questo qualcosa non ha cambiato nulla è del tutto umano restarci male. Ed è un “male” che si percepisce parlando con queste persone. Le quali per ora restano in silenzio, un po’ perché, come ci ha spiegato uno di loro, “chi stava prima era peggio” (non se la prendano con noi i diretti interessati, riportiamo solo la vox populi), un po’ perché sperano nel rimpasto di maggioranza. Che avverrà tra un anno e mezzo.

Noi de “La Vipera” ci sentiamo solidali con questi cittadini, poiché come loro non ci viene in tasca nulla né ad attaccare l’amministrazione né a difenderla, né se cade né se tiene, siamo solo cronisti e cittadini che raccontano quel che vedono, si augurano di non vedere Mola commissariata e non sopportano più di vivere in un Paese in cui ogni speranza è puntualmente delusa.

Questo articolo si apre con una nota inviata al sindaco, e lo concludiamo scrivendone una nel nostro piccolo: Signor sindaco, nella prima intervista che le facemmo dopo la proclamazione ufficiale lei ci disse che non avrebbe mai perso il contatto col cittadino poiché “lo ritengo l’unico modo per essere in sintonia coi veri problemi della gente, e bisogna avere il coraggio di andare tra loro anche quando si è impopolari” (tra parentesi, nella stessa intervista diceva che il Laboratorio delle Idee avrebbe continuato a funzionare in una nuova sede, ma a distanza di un anno ne è rimasto solo il ricordo…). E’ arrivato il momento di ricordarsi quella promessa.

Vito Giustino

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