• giovedì , 26 aprile 2018

MARTUCCI, UN DISASTRO CHE SFUMA NELL’INDIFFERENZA

[DALL’ASSOCIAZIONE “CHIUDIAMO LA DISCARICA MARTUCCI” RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO]

Il percolato continua, inesorabile, il suo percorso verso le viscere della terra in direzione dell’incontro con le falde acquifere, ma non, come si tende a far credere, nei soli siti delle discariche ufficiali, bensì in tutte quelle cave, ben distribuite sul territorio vasto, dove sono avvenuti interramenti sospetti e che la Commissione Tecnica Regionale per la Valutazione dello stato ambientale e risanamento dell’area vasta in Contrada Martucci (approvata dal Consiglio Regionale della Puglia con l’Ordine del Giorno n. 179/2013 del 15.10.2013) ha già evidenziato con i rilievi della change detection, ma che ancora non assurgono a livello di prove nel corso del procedimento penale. L’ultimo atto di questo stato di cose, ad un tempo irresponsabile ed increscioso, consumatosi il 28 novembre davanti al GUP del Tribunale di Bari, è un ennesimo colpo di scena: tutte le persone fisiche indagate per disastro ambientale hanno scelto il rito abbreviato, NON INVECE LE DUE SOCIETA’ (Lombardi Ecologia e Progetto Gestione Ba 5), nell’indifferenza generale. Come leggere questa scelta, che in teoria viene utilizzata principalmente da chi ipotizza di dover soccombere, se non alla luce di un incidente probatorio che è parso dar corpo più alle tesi assolutorie che a quelle accusatorie? Sorprendentemente, poi, tutti i presenti si sono associati alle richieste dei difensori degli imputati (Legambiente, Ministero dell’ambiente, Regione Puglia, Comuni di Triggiano e Noicattaro), tranne il legale dei Comuni di Mola e Conversano, e non per semplice caso, con la meraviglia dello stesso GUP Diella. COSA STA ACCADENDO? Nell’indifferenza ed insipienza dei più (si rilevino le assenze degli Amministratori di tutti i Comuni, degli stessi legali rappresentanti di molti Comuni, del WWF) si sta consumando il misfatto di un rilassamento generale e sospetto in fronte ad una situazione ambientale e sanitaria in continuo degrado. Cosa ci sta facendo dimenticare 40 anni di esercizio attivo di discariche “incontrollate” e un territorio devastato da interramenti sospetti in un’area vasta ben oltre i limiti delle varie discariche autorizzate? È ancora valido l’obiettivo di tombare, mettere in sicurezza e risanare quei luoghi martoriati, evitando ulteriori danni ambientali e alla salute dei cittadini? Cosa fanno, in proposito, le Autorità preposte, a cominciare dalle Amministrazioni civiche locali? NON BISOGNA MOLLARE PROPRIO ORA, SEBBENE, E FORSE PROPRIO PER QUESTO, LA SITUAZIONE VOLGA AL PEGGIO. 

BISOGNA SCUOTERE GLI AMMINISTRATORI REGIONALI, perché la smettano di paralizzare le attività della Commissione Tecnica con bizzarrie burocratiche e diano invece impulso ed accelerazione alla definizione delle attività di indagine e alle conclusioni per la valutazione dell’impatto ambientale, così come, e soprattutto,  GLI AMMINISTRATORI LOCALI, ASSENTI DAL PROTAGONISMO LORO CONCESSO DALLA REGIONE NELLE DETERMINAZIONE E SVILUPPI DELLE INDAGINI CONOSCITIVE. Si facciano, cioè, parte diligente ed attiva nel perseguire lo scopo per il quale sono stati stanziati soldi pubblici e seguano le vicende giudiziarie, non secondarie per il conseguimento dei risultati di risanamento ambientale e tutela della salute.

PER QUANTO CI RIGUARDA NON MOLLEREMO E DENUNCIANDO CON FERMEZZA L’INDIFFERENZA E L’INTOLLERABILE MANCANZA D’INTERESSE DEI PUBBLICI AMMINISTRATORI, A TUTTI I LIVELLI, INVITIAMO I CITTADINI A SOSTENERCI NELLA LOTTA CONTRO L’IGNAVIA PREDOMINANTE.

Mola, 29 novembre 2016

                                                           Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”

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