• giovedì , 26 aprile 2018

LEO GULLOTTA, HUMOUR BRITANNICO E SCENOGRAFIA TECNOLOGICA IN “SPIRITO ALLEGRO”

CONVERSANO, a cura di Giuseppe Amatulli – Il Teatro Norba di Conversano ha accolto sul proprio palcoscenico un grande della comicità italiana, Leo Gullotta con lo spettacolo “Spirito Allegro”, testo dell’autore britannico Noël Conward, scritto e rappresentato negli anni ’30 dello scorso secolo. Il problema della serata però è stato proprio il palcoscenico, troppo piccolo per contenere l’imponente e maestosa scenografia, la quale, nella mente dei registi, non avrebbe dovuto essere visibile agli spettatori, se non dopo l’apertura del sipario. Questo problema ha impedito che ci fosse in sala l’effetto sorpresa per un fondale “multimediale”, su cui era applicata la tecnologia del video-mapping, attraverso la quale gli autori, hanno rappresentato un caminetto perennemente acceso, i cambiamenti meteorelogici e climatici, e soprattutto il fluttuare dei fantasmi con le loro magie. Sedute spiritiche e spiritelli anormali compongono, infatti, il nucleo centrale dello spettacolo: Charles, interpretato dal settantenne ma comunque ancora energico, Leo Gullotta, svela un segreto: non bisogna temere il “trapasso” ma la dematerializzazione dei “trapassati”, i quali possono incombere e sconvolgere la vita di ognuno di noi in qualunque momento. Ovviamente è facile cogliere il sarcasmo e l’ironia in questo messaggio, con il quale l’autore, attraverso la voce e le gesta del protagonista vuole rappresentare il mondo del paranormale e dell’occulto prendendo in giro la morte e chi di essa ha paura. L’intera storia gira intorno ai tormenti che il fantasma di Elvira (Valentina Gristina), prima moglie di Charles, provoca al protagonista e a sua moglie Ruth (Federica Bern), la quale, a sua volta, vittima di una congiura dello “spirito allegro”, muore e si reincarna anch’essa nell’ormai stregata casa dei Condomine.

Gullotta e il regista Fabio Grossi hanno deciso di conservare l’eleganza, lo british humour del testo originale, senza strafare con le battute ma attenendosi alla finezza nobiliare dei personaggi di Conward. I dialoghi rapidi e veloci, la ritmicità continua e incessante, le stravaganze della cameriera Edith, poi personaggio risolutore dell’intreccio (alla fine si scopre che era lei la responsabile delle magiche apparizioni nella casa) e la presenza scenica e l’eterna simpatia di Gullotta, accompagnato da una straordinaria Betti Pedrazzi, nella parte del medium Madame Arcati, hanno contribuito al successo di uno spettacolo che da novembre continua a riempire le sale teatrali di tutta Italia e a ricevere rumorosi e numerosi applausi.

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