• sabato , 21 aprile 2018

LE RAGIONI DI UN APPARENTAMENTO (E QUELLE DI UN ALLONTANAMENTO)

 

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MOLA DI BARI – A meno di una settimana dal ballottaggio sono state depositate presso il municipio di Mola le liste coi cosiddetti “apparentamenti”, ovvero l’aggiornamento delle coalizioni principali con l’aggiunta di nuove alleanze. Nello specifico la coalizione di Centrodestra di Stefano Diperna annette a sé il Polo dei Cittadini di Matteo Ranieri, mentre la coalizione per il Bene Comune di Giangrazio di Rutigliano si è alleata con L’altra Mola di Gianni Russo. Il primo effetto è il duro colpo ricevuto dal MoVimento 5 Stelle: per legge la somma dei voti delle attuali coalizioni spazza via quelli presi da loro, precludendo la possibilità di avere un seggio nella prossima legislatura. Un partito da 1100 voti (la terza forza dopo le coalizioni principali) è fuori dal consiglio comunale. Una situazione paradossale e grave, ma cerchiamo di capire come ci si è giunti. Il termine ultimo per la consegna delle nuove liste era domenica 7. Nei giorni precedenti le varie liste si incontrano fra di loro per prendere accordi e parallelamente avviano una faticosa serie di riunioni interne per decidere se e con chi allearsi. Chi non ha bisogno di riunirsi è il M5S: il loro statuto esclude qualsiasi alleanza. Questo però li porta a essere facilmente isolabili ed eliminabili. Lorenzo Dibari, loro candidato sindaco portavoce, ben conscio di questo pericolo, contatta i leader delle altre liste chiedendo loro di non procedere ad alcun apparentamento. Incassa la disponibilità di tutti, e propone per le 19.30 di sabato 6 una conferenza stampa congiunta Diperna-Di Rutigliano–Dibari in cui venga smentita l’ipotesi apparentamenti. Sennonché, da un certo momento in poi, Diperna non è più reperibile. Alle ore 20.32 Dibari contatta Di Rutigliano (presenti Russo e Aldo Binosi de L’altra Mola) dicendogli che da quel momento può “regolarsi” come crede. Di Rutigliano stipula l’accordo con Russo. Alle ore 22.55 viene contattato da un altro grillino, Lino Lattanzi, che lo prega di ripensarci. Di Rutigliano spiega che, in mancanza di un impegno di Diperna a non apparentarsi, lui si deve tutelare, ma i due si accordano per incontrarsi il mattino dopo alle 8 in Comune in presenza delle rispettive coalizioni. Così è, il giorno dopo alle 8.15 una delegazione di grillini, una della coalizione Bene Comune, una de L’altra Mola si recano all’ufficio elettorale per depositare l’apparentamento fra questi ultimi due. Di Rutigliano si impegna, qualora Diperna (a questo punto della storia ancora irreperibile) non dovesse depositare alcun apparentamento, a tornare alle 11.45 per revocare il suo. E se ne va. Fin qui il clima fra i rappresentanti del M5S e i “benecomunisti” è tutto sommato sereno, quantomeno cordiale, ma la situazione inizia a precipitare quando, intorno alle 11.30, appaiono Diperna e Ranieri che infilano la porta con la chiara intenzione di andare a ratificare il loro accordo. I collaboratori di Di Rutigliano provano a contattarlo al telefono, non lo trovano e vanno a cercarlo. Da quel momento non ci sarà più alcun contatto fra loro e i grillini, sempre più nervosi. Ogni tanto si affaccia qualche collaboratore di Diperna che dà la sua versione dei fatti, che loro l’accordo con Ranieri hanno deciso di farlo solo dopo aver saputo che Di Rutigliano ha depositato il suo con Russo (in realtà corre voce che l’accordo Diperna-Ranieri sia antecedente), e non c’è nessuno a smentirli. I grillini sono così tesi che iniziano a litigare anche fra di loro, a un certo punto Dibari se ne va, e di lì a pochi minuti sfogherà la sua rabbia su Facebook definendo gli apparentamenti “una porcata” e dichiarando che le due coalizioni sono uguali. Questo gesto potrebbe aver segnato l’inizio della fine poiché, come verremo a sapere in seguito, quel post ha scatenato la rabbia dell’entourage di Di Rutigliano, costretto così a indire una riunione d’emergenza dato che molti dei suoi non hanno più intenzione di dare una mano a un movimento che li ha insultati. Ma questo noi che siamo davanti al municipio non possiamo saperlo. Sappiamo solo che intorno alle 13.30 Ranieri esce soddisfatto dell’apparentamento e di lì a poco anche Diperna, che si dichiara solidale coi grillini, “con questa storia anch’io ho perso la mattinata, avevo anche la comunione di mia nipote…” e sparisce. Di Rutigliano e i suoi arrivano alle 14.15, hanno con sé la revoca dell’apparentamento (ma forse è tardi per depositarla, e comunque i termini dell’accordo prevederebbero che anche Diperna tornasse a revocare), ma trovano dei grillini ormai esasperati e quello che poteva essere un conciliabolo si trasforma subito in uno scambio di urla e di accuse. “Dovevate essere qui due ore e mezzo fa!” “Per forza, abbiamo dovuto rimediare al fango che il vostro leader ci ha buttato addosso!” “Ma cosa conta quello che scrive Lorenzo?” “Ah, quello che scrive il vostro candidato sindaco non conta niente?” “Diperna è stato più corretto di voi, è stato qui due ore…””E in questi due giorni che lo cercavamo tutti dov’è stato?”… Ormai un punto d’incontro è impossibile trovarlo, e dopo pochi minuti ognuno se ne torna a casa. Resta la rabbia di 1100 elettori che non saranno più rappresentati in consiglio e scaricano la colpa su quello dei due candidati con cui, stando ai resoconti, i rapporti fino a ieri erano migliori. La domanda che ci sorge spontanea è: A chi fa comodo quest’improvvisa spaccatura?

Vito Giustino

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