#raccontidiviaggio: Binari

#raccontidiviaggio – Ore 14.00, sul binario 1 della stazione di Lecce c’è uno strano affollamento. Il regionale diretto a Bari non è ancora arrivato. Mi siedo sull’unica panchina rimasta libera, vicino una simpatica ragazza. Sta fumando, sento l’odore della nicotina. Le chiedo una sigaretta. Scambiamo due chiacchiere. Una voce meccanica annuncia un “ritardo non meglio precisato” del treno diretto a Roma.

Anche quello per Bari delle 14.20 é in ritardo di 25 minuti per accertamenti giudiziari. A Brindisi un uomo è stato investito da un treno.

La ragazza che mi aveva fatto spazio va via, accanto a me si siedono, stanche, due signore.

L’uomo è morto. Dicono le donne. E’ morto. Le parole scivolano via come rivoli di fiume.

Il loro problema non è la morte, il problema è il ritardo. Fa ancora molto caldo a Lecce, il sole é piacevole, guardo i binari e penso al tempo, ai minuti che scorrono, la lancetta gira e si è sempre in ritardo per qualche ragione. Chissà cosa è accaduto veramente! Tra me e me penso a come certi minuti possono fare la differenza tra coincidenze e destini incrociati di uomini e donne che per caso si ritrovano nello stesso momento in un determinato posto.

Aveva solo 30 anni quell’uomo, secondo alcuni testimoni stava attraversando i binari quando il treno Frecciargento, proveniente da Roma e diretto a Lecce, lo ha travolto davanti agli occhi di viaggiatori in attesa alla stazione di Brindisi. Cosa si può dire in queste circostanze, non ci sono parole se non preghiere.

Il mio pensiero va al macchinista e al dolore che porterà con sé. Il tempo, se avesse potuto, l’avrebbe sicuramente fermato. Non è bastato il suo richiamo sonoro, l’urlo di un passante. Pochi attimi e tutto è cambiato, anche noi non siamo più quello che eravamo poche ore, minuti o secondi prima.

Il cielo si è fatto scuro all’improvviso. Poco dopo è arrivato il treno diretto a Bari. Si è fermato sul binario 1, come al solito. I passeggeri sono saliti con le loro stanchezze giornaliere. Siamo in carrozza, si parte.

Chi é morto? Dice una donna alle mie spalle. Un uomo. Risponde un’altra al suo fianco. Ah! Per questo il treno é in ritardo…