• sabato , 19 agosto 2017

L’ABBAZIA DI SAN VITO E LA SUA STORIA

 

SAN VITO DI POLIGNANO A MARE – Riceviamo e pubblichiamo. L‟aspetto attuale dell‟ Abbazia di San Vito è frutto di stratificazioni plurisecolari. Nel Medioevo la tradizione parla di un sacello fatto costruire da una principessa longobarda, di nome Fiorenza, per deporvi le spoglie del Martire Vito e dei suoi tutori, Modesto e Crescentia. L‟attuale chiesa, di epoca medioevale, più tarda rispetto al primitivo sacello, inglobata in seguito nella costruzione posteriore, ha una pianta atipica, di origine orientale, di cui si trovano alcuni esempi proprio in Puglia. È caratterizzata da tre ambienti a cupola in asse lungo la navata centrale e due navate laterali ricoperte da volta a botte.

I primi monaci, probabilmente basiliani, ovvero seguaci di San Basilio, costruirono camere intorno e sopra la chiesa, dando all‟insieme una forma di torrione, onde difendersi dalle incursioni dei Saraceni che, con le loro scorrerie, funestavano le coste dell‟Italia meridionale. Solo a seguito della presenza dei Normanni, nell‟undicesimo secolo, con l‟avvento di Roberto il Guiscardo,che nel 1059 fu nominato Signore della Puglia, ai basiliani succedettero i benedettini.

Nel secolo XVI due documenti ci aiutano a ricostruire la storia dell‟Abbazia. Una bolla di Giulio II del 1512, resa effettiva dal suo successore Leone X, annettendo l‟Abbazia alla Basilica romana dei SS. Apostoli, segnava l‟allontanamento dei Benedettini e l‟ingresso dei Francescani nel Monastero. Tale evento fu sancito esplicitamente da Sisto V alla fine del XVI secolo. Inoltre, a seguito di una legge emanata da Carlo V, tesa a verificare l‟ esistenza di torri costiere nell‟Italia meridionale, situate in modo da essere a vista l‟una dell‟altra, l‟Abbazia, pur conservando l‟antica funzione di sede dei monaci, fu adibita a “Torre di guardia”. Ad essa fu sovrapposto un cannone con armigeri che sorvegliassero la costa. Intanto, ai primi del „600 fu eretto un muro di cinta tutto intorno, ad ulteriore protezione.

Solo nel Settecento vi fu una modifica sostanziale dell‟ intero complesso. Tale cambiamento apportò lo spostamento del cannone, che rischiava di far crollare la chiesa sottostante, su una apposita torre costiera, costruita al di fuori della struttura. Inoltre furono avviati lavori di abbellimento consistenti nella erezione di uno scalone a doppia rampa che immetteva in un loggiato ad archi su più ordini, prospiciente il mare. Negli stessi anni anche la chiesa fu trasformata secondo lo stile di quel periodo: le spoglie pareti romaniche furono rivestite di stucchi e ornate di dipinti. Furono inoltre costruiti una balaustra e sette altari di marmi policromi. Alla fine del „700 il Regno di Napoli rivendicò il patronato dell‟Abbazia. Nel 1866, all‟epoca in cui la Puglia, annessa al Regno d‟Italia, ne condivideva la sorte, il Monastero fu soppresso: un decreto ne confiscava i beni espellendo i monaci.

Bianca Tavassi La Greca Valentini

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