• venerdì , 15 dicembre 2017

“LA DAMA DI CRISTALLO” DI CATERINA MASELLI

CASTELLANA GROTTE – L’alcolismo è una malattia. Una malattia che non distrugge solo l’organismo di chi ne è affetto, ma anche la sua vita e quella di chi gli è accanto. Non sappiamo cosa spinga alcune persone a cercare rifugio dai problemi in qualcosa che gliene crea di più grandi, ma non dobbiamo smettere di raccontare le loro storie per far sì che altri sappiano a cosa andrebbero incontro se commettessero lo stesso errore. Storie come quella di Federico, ragazzo timido e impacciato che una sera si accorge di come pochi bicchieri lo rendano più disinibito, più intraprendente, più simpatico e di conseguenza più popolare. E continua a bere ancora, sempre di più. Non lo sa, ma questo è solo l’inizio di un incubo in cui trascinerà con sé anche la sua fidanzata e poi moglie insieme ai loro figli… Una storia tristemente vera raccontataci da Caterina Maselli, scrittrice di Castellana Grotte che avevamo già incontrato all’uscita di “Silenzi”, storia della sua terribile adolescenza passata in un istituto religioso, e che ora dà alle stampe “La dama di cristallo” (ed. CSA, €10, pagg. 125). Ci troviamo a scambiare quattro chiacchiere con lei per conoscere la genesi del libro: “La storia mi era stata raccontata da una mia amica, la moglie del vero protagonista, che mi ha chiesto di farla conoscere al pubblico. All’inizio ho tentennato, poiché a differenza del primo libro in cui parlavo di me qui si trattava di raccontare qualcosa che non mi appartiene, una persona che non avevo mai conosciuto, poi ho visto coi miei occhi ragazzi che alle 5 del mattino sono già ubriachi o comunque con in mano una birra che non si capisce se è l’ultima della nottata o la prima della mattinata. Non posso accettare che ragazzi così giovani prendano una via così sbagliata”. Da dove deriva il titolo? “E’ un titolo che mette insieme la malia (l’alcol è come una bella donna che seduce) e la fragilità dell’essere umano”. A un certo punto il protagonista inizia a vagare per le strade della sua città, e il suo cammino diventa un viaggio nei ricordi del suo passato. In quelle pagine il libro cambia registro, diventando quasi un documentario sui giochi dell’infanzia e le professioni di una volta. “E’ un’idea che mi è venuta in un secondo momento, ho chiesto all’editore se si poteva aggiungere alla vicenda del protagonista questo tuffo nel nostro passato e lui mi ha dato l’assenso. Ho anche raccolto delle foto d’epoca che sono finite nel libro. Il linguaggio è molto semplice perché non ho mai avuto l’intenzione di scrivere un capolavoro letterario, ma solo una storia che parlasse a tutti”. Qual è la sua opinione sull’alcolismo? “Credo sia un problema vecchio come il mondo. Sento dire che è un modo per riempire il proprio vuoto, ma credo sia una scusa. Se tutti facessimo così saremmo tutti alcolizzati e drogati. Certo ognuno di noi ha una sensibilità diversa e affronta diversamente i problemi, ma bisogna avere il coraggio e l’intelligenza di fermarsi prima: se non sai nuotare non ti tuffi nel mare aperto, così se non reggi l’alcool fermati dopo i primi bicchieri. Invece ci sono persone che quando il medico dice loro di smettere di bere cambiano medico…”. Dopo l’uscita del libro ha avuto più modo di parlare con la sua amica, e in generale con chi ha avuto a che fare con il problema dell’alcolismo? “Alla mia amica ho dato il libro prima della pubblicazione per avere il suo ok e lei mi ha ringraziata. In seguito ho conosciuto la figlia di un alcolista, morto di cirrosi al fegato, che mi ha detto che la vita in famiglia era proprio così: lui era gentilissimo con tutti, ma l’alcool lo trasformava in un mostro. Durante una presentazione ho anche conosciuto un ex-alcolizzato che ora gestisce un centro di recupero, il quale ha detto che dovrebbero essere in tanti a portare alla luce questo problema, e che esistono anche tanti preti e suore schiavi dell’alcool, e questo posso confermarlo…”. Altri progetti letterari? “Ho iniziato un libro intitolato ‘Monologo con Dio’, in cui mi rivolgo direttamente al Grande Capo… Lo sto scrivendo piano piano perché ho mille impegni, sia di lavoro che familiari”. Intanto, se volete sapere qualcosa in più su questo libro dalla viva voce dell’Autrice, lo presenterà stasera alle 18.30 presso la sala consiliare del Comune di Castellana Grotte. Se potete andateci o invitate qualcuno ad andarci. E’ una storia che non bisogna smettere di raccontare.

Vito Giustino

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