• venerdì , 15 dicembre 2017

IL TESORO NASCOSTO DI POLIGNANO A MARE


POLIGNANO A MARE (Ba) –  Oggi termina a Mostra “La scoperta di Mons. Santoro dal Mito alla Realtà”, l’associazione Neapoliton al  desidera ringraziare coloro che hanno creduto nell’iniziativa rendendola possibile: l’Amm.ne comunale, in particolare il Sindaco Dott. Domenico Vitto, l’Assessore alla Cultura e ai Beni Archeologici Dott.ssa Marilena Abbatepaolo, il Dirigente del Settore Servizi alla Persona Dott. Domenico Matarrese, il partner Fidanzia Sistemi di Bari per il suo mirabile allestimento e tutti gli altri partner ed imprenditori privati, tutti coloro che ci sono stati vicino in questa storica impresa, le nostre care Maria Grazia De Luca ed Arianna Liotino, che con il loro entusiasmo e la loro passione hanno contribuito alla divulgazione di questa meravigliosa storia ed, infine, l’Avv. Francesca Roberto, per il suo insostituibile e prezioso supporto. Non ultimo, un ringraziamento affettuoso a tutto il pubblico ed agli affezionati frequentatori delle conferenze che, assecondando la nostra comune passione, hanno anche sfidato le intemperie per essere presenti. È stata un’iniziativa storica che potremmo dire, in modo inverso rispetto al titolo «dal Mito alla Realtà», consegna questa iniziativa stessa «al Mito».

Un progetto unico nel suo genere per Polignano che, a fronte della nuova entusiastica consapevolezza creata nei luoghi e nelle persone, dà il via ad una nuova fase, nelle intenzioni e nei progetti futuri, che spingono, quasi per un adempimento di un dovere civico e morale, a raddoppiare l’impegno e le energie da profondere.  L’Associazione Neapoliton, al termine della mostra “La scoperta di Mons. Santoro dal Mito alla Realtà”, volendo evidenziare i risultati conseguiti e le iniziative in corso scaturite dall’attività svolta comunica che: la mostra, visitata da circa seimila visitatori, ha riscontrato un incredibile successo di pubblico, che onora l’Associazione e tutti coloro che l’hanno consentita; sono state curate ed organizzate nell’ambito della stessa dieci conferenze di studio sui principali argomenti connessi con l’ausilio di esponenti di Università italiane e straniere, ed eccellenze dell’archeologia. Sono in corso al momento due importanti progetti di cui vi daremo notizie nel corso del loro sviluppo. Giuseppe Maiellaro dichiara: «ogni mostra è per sua natura un evento temporaneo; abbiamo avuto la possibilità grazie al clamoroso riscontro di pubblico di tenere qui la nostra Loutrophoros ben oltre i tre mesi inizialmente previsti, per oltre un anno, grazie anche alla disponibilità del Museo Nazionale di Napoli e del Ministero dei Beni Culturali. Abbiamo avuto modo di riscoprire, valorizzare e rilanciare l’interesse storico ed archeologico per Polignano, verso la sua storia antica  e le sue origini grandiose. Vi è stata una risonanza internazionale della mostra, in Grecia, in Francia, in Inghilterra, in America si è parlato dei Grandi Vasi di Polignano. La mostra ha consentito di evidenziare che Polignano possiede una delle più prestigiose produzioni vascolari dell’antichità, una vera e propria eccellenza, come testimoniato anche dagli archeologi intervenuti; un patrimonio unico, da valorizzare ancora, da rendere fruibile, non solo per uno sviluppo culturale e per accrescere la conoscenza storica dei luoghi, ma anche in chiave turistica. La Grande Loutrophoros, in realtà, solo in apparenza lascia questi luoghi, nella nostra visione ci sembra che stia solo percorrendo un altro piccolo tratto del suo cammino per un suo futuro ritorno nella casa d’origine, Polignano, insieme ad altri meravigliosi reperti che potranno accompagnarla. Lasciatemi, infine, rivolgere un pensiero proprio alla Loutrophoros: è stata per tutti noi un’assoluta maestra di vita; questo monumento con la sua millenaria integrità, con la sua bellezza «coriacea» ci ha mostrato una nuova via, una nuova prospettiva, un nuovo modo di pensare al tempo e all’eternità, regalandoci momenti indimenticabili di gioia, di emozioni e di stupore, trasportandoci e trasportando tutti coloro che si sono trovati al suo cospetto in una dimensione sognante, antica, in contatto per qualche attimo con un’identità ritrovata». 

Giuseppe Maiellaro

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