• venerdì , 23 giugno 2017

IL DIARIO DI GIUSEPPE MALLARDI, UNA GRANDE STORIA SCONOSCIUTA

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BARI – Nella sede barese della Feltrinelli è stato presentato un progetto che riguarda Polignano, ma in fondo anche tutta la Puglia e di certo un pezzo di storia occidentale: sarà presto pubblicato il diario di Giuseppe Mallardi. Il capitano polignanese partecipò alla campagna di Russia con le truppe napoleoniche dal 7 gennaio 1807 al 6 luglio 1815, e annotò tutto ciò che visse in prima persona, dimostrando doti da cronista minuzioso e un buon talento scrittorio. Tutto questo rende il suo voluminoso diario (circa 600 pagine) un prezioso documento storico e un interessante testo letterario.

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La presentazione è stata moderata dal responsabile del settore Cultura di Polignano Domenico Matarrese, che ha introdotto i vari attori di questa scoperta storiografica. Anzitutto l’assessore alla Cultura Marilena Abbatepaolo, che con il Comune di Polignano ha due anni fa presentato alla Regione Puglia il progetto di divulgare il diario, ottenendo un finanziamento. Abbatepaolo ha spiegato la genesi del progetto: “Non ho voluto rilasciare dichiarazioni finché il progetto non fosse stato compiuto. Quando quattro anni fa Katia Ciasca e Carlo De Luca mi hanno fatto conoscere il diario Mallardi mi sono subito resa conto del suo valore. Il testo è pieno di informazioni su Murat e Napoleone, che Mallardi poté conoscere da vicino, e offre dati molto precisi sull’esercito napoleonico. Il progetto è stato approvato nel 2014 ma solo quest’anno abbiamo avuto l’autorizzazione a procedere. Questo diario ci permetterà di aggiungere un nuovo tassello alla conoscenza della Storia raccontata dal punto di vista di Polignano, insieme all’ipogeo di Santa Barbara, ai vasi di monsignor Mattia Santoro, a Pino Pascali e a Domenico Modugno. Noi cittadini abbiamo bisogno di conoscere il valore di ciò che abbiamo, per imparare a proteggerlo e a divulgarlo”.

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Ha poi preso la parola Katia Ciasca, ultima erede di Mallardi e attuale proprietaria del diario: “Il manoscritto fu trovato da mia madre quando sgombrò la casa dei miei nonni. Dentro un baule, avvolti in un lenzuolo, c’erano dei fascicoli, e iniziò a leggerli. Mi disse che era un testo scorrevolissimo, avvincente. Mi misi a trascriverlo al computer. In seguito fui contattata da De Luca, con cui siamo parenti e che era venuto a conoscenza del manoscritto. Abbiamo iniziato a collaborare alla trascrizione e lui si è poi speso col Comune di Polignano perché il testo venisse pubblicato. E’ stato un lavoro di squadra. A me interessava che il testo fosse pubblicato integralmente poiché questa è la volontà espressa da Mallardi nella prefazione, in cui si rivolge agli eredi qualora questi dovessero vivere sotto ‘una forma di governo tale da permettere la pubblicazione delle mie memorie’. Ho anche rinvenuto una conferenza tenuta da mio nonno negli anni ’70, in cui raccontava come mia nonna, negli anni ’20, insieme a suo padre e al professor Stanislao L’Abbate, aveva trascritto a penna il testo originale. Dovettero farlo perché era scritto a matita e a inizio ‘900 era già quasi illeggibile. Fu un lavoro che richiese molto tempo”.

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Insomma, un testo che oltre alla storia descritta tra le sue pagine ha da raccontare anche quella accadutagli. Carlo De Luca, di fatto il primo divulgatore del diario, ha raccontato il rapporto avuto con esso: “Avevo fatto una ricerca sulla costruzione della strada regia consolare Mola-Polignano soffermandomi sul ponte romano. Per descriverlo mi ero servito dell’incipit del diario Mallardi, che descriveva quel tratto di strada come ‘miserevole’. Un amico mi disse che avrei potuto essere io a ritrovare il diario perduto. Mi misi in ricerca e in seguito venni a sapere del ritrovamento a casa dei nonni di Katia, che fu subito disponibile. Dopo anni i nostri sforzi giungono a conclusione. Ringrazio l’assessore Abbatepaolo che ha sposato la nostra causa, con una disponibilità che non ho riscontrato in precedenza da altri personaggi della politica polignanese. Considero concluso il mio lavoro; il vero protagonista di questa vicenda è il diario, noi tutti siamo arrivati per ultimi e il nostro compito era solo riportarlo alla luce”.

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E la pubblicazione, che dovrebbe avvenire entro i primi di dicembre, sarà curata dalla casa editrice pugliese Besa, il cui fondatore Livio Muci si è espresso così: “Oggi va molto di moda il foto-libro, un reportage di ciò che accade in varie parti del mondo. Il diario Mallardi può esserne considerato il prototipo. Descrive tutto quel che vede, portandoci all’interno della Storia. Il testo ha anche una forte componente narrativa, racconta vicende accadute ad alcuni compagni d’avventura del capitano Mallardi. La pubblicazione è solo il primo atto, nel tempo seguiranno gli studi e gli approfondimenti che gli storici faranno nei prossimi anni, ora che avranno finalmente il testo integrale a disposizione”.

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Il primo di questi studiosi, Mario Spedicato dell’Università del Salento, si è soffermato sui meriti storici del diario: “Anzitutto permette di integrare e persino revisionare la storia del Mezzogiorno. Non tanto Polignano, che viene citata solo nelle pagine iniziali e in quelle finali quando Mallardi torna finalmente a casa, ma Napoli, in cui avvenne il suo addestramento. Ma il meglio viene con le campagne di Russia e Germania, eventi storici che pensavamo di conoscere bene ma a cui Mallardi aggiunge dettagli decisivi. Pur essendo un soldato molto zelante, non esita a elencare quelli che per lui sono stati i tre principali errori di Napoleone: l’invasione della Spagna (che introdusse il concetto di guerriglia, parola non a caso di origine spagnola), essersi spinto in Russia in inverno anziché prima o dopo (un’osservazione che noi storici abbiamo fatto col senno di poi ma che è sorprendente trovare in un contemporaneo di quegli eventi), alcune alleanze fallaci come quella con l’Austria. Mallardi dimostra di essere un profondo conoscitore dei campi di battaglia”.

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Un contributo molto importante alla divulgazione del diario sarà dato dall’associazione Formediterre, che indirà un laboratorio di lettura teatrale (dovrebbe iniziare nella seconda settimana di novembre) del testo del diario, laboratorio che culminerà con una lettura scenica al teatro Vignola di Polignano in concomitanza con la pubblicazione. A parlarne è stato l’attore e regista Antonio Minelli: “Penso che il modo migliore di divulgare un testo sia proprio la sua lettura. Il testo in questione è descrittivo, e quindi pone delle difficoltà rispetto a un dialogo, poiché si tratta di ‘disegnare’ con le parole. Il nostro laboratorio consterà di cinque incontri, nei quali cercheremo di ricreare le atmosfere descritte da Mallardi, che parlando della guerra parla in fondo di una realtà universale”.

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Non ci resta quindi che attendere gli sviluppi di una storia che parte da lontano e continua ancora oggi. E che come sempre speriamo possa insegnare qualcosa a chi farà la Storia di domani.

Vito Giustino

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