• mercoledì , 22 novembre 2017

IL COMUNICATO DE L’ALTRA MOLA E IL COMMIATO DI GIANNI RUSSO

[Questo il comunicato del movimento L’altra Mola letto ieri sera in consiglio dal consigliere Vito Lepore]

 

Signor Presidente del Consiglio e signori presenti tutti Cittadini compresi,

innanzi tutto ringraziamo il consigliere Vito Lepore che si è reso disponibile, SENZA ESITAZIONE ALCUNA, nel dare voce all’Altramola la quale, benchè partecipe della giunta oramai trascorsa, non avrebbe altrimenti modo di rendere noto il proprio parere su questa Mozione di sfiducia.

Come è noto l’AltraMola è un Movimento il cui riferimento ideale è la Costituzione e i principi democratici e progressisti.

L’unico denominatore comune a tutti gli aderenti del Movimento erano gli obiettivi di Programma sui quali hanno aderito cittadini, giovani e donne in particolare, con le loro diverse provenienze ideali e politiche. 

L’AltraMola non ha una collocazione partitica e alle ultime elezioni si è proposta, in autonomia, con il proprio candidato Sindaco Gianni Russo che ha raccolto 832 voti.

Il Movimento, le cui liste non avevano alcun iscritto a partiti, pur non raggiungendo la soglia necessaria per ottenere un consigliere comunale, aveva fortemente la volontà di confrontarsi con la futura Amministrazione per poter portare avanti e realizzare i principali obiettivi programmatici.

In attesa del ballottaggio il Candidato Sindaco Di Rutigliano insieme al coordinatore di una delle Liste a suo sostegno, dopo vari tentativi e contatti, ci incontrava proponendoci un apparentamento elettorale ed un nostro ingresso in giunta in caso di successo.

L’AltraMola, non senza dibattito interno, propose, ai fini dell’intesa, che il Sindaco facesse propri alcuni punti qualificanti del nostro programma e di conseguenza, in caso di successo elettorale, delegasse alcune di queste materie al rappresentante da noi indicato, che all’unanimità in Gianni Russo.

Il Sindaco accetto’ in piena condivisione e tale decisione fu poi approvata dalla Sua Coalizione “Bene Comnune”,

Si richiese pertanto all’AltraMola la condizione di formale apparentamento che, seppur previsto dalla legge elettorale,

mise non poco a disagio il nostro Movimento perché ciò avrebbe influito sulla assegnazione dei seggi di altre liste.

Pertanto in forza di tale Accordo “tecnico e programmatico”, l’AltraMola sostenne il candidato Di Rutigliano che vinse il confronto proprio con il numero di voti decisivo dell’AltraMola.

Da quel momento, con piena trasparenza abbiamo partecipato alle riunioni di maggioranza ed il massimo impegno era espresso

dall’attività assessorile di Gianni Russo che già da subito avviava iniziative concrete per realizzare i primi obiettivi programmatici.

Non possiamo però tacere quanto già dalle prime settimane si evidenziava nella vita politica dell’Amministrazione.

Periodicamente infatti e in modo del tutto pavido e subdolo qualche esponente della maggioranza, che ad intermittenza ne faceva parte, interveniva su stampa e con pressioni all’interno delle riunioni della coalizione attaccando la operatività della Giunta e chiedendo pseudo correttivi di equilibri e azzeramenti di persone e deleghe.

A queste continue provocazioni indirizzate chiaramente e a volte esplicitamente a Gianni Russo e l’AltraMola più di una volta abbiamo legittimamente ritenuto di rispondere pubblicamente e tutte le volte il Sindaco ci chiedeva di rinunciare per il “bene della coalizione”. 

Ma veniamo direttamente alla situazione che sanciva la presa di distanza dei 4 consiglieri oggi indipendenti e alla prima ufficializzazione di una crisi in cui il sindaco si riservò a Gennaio scorso di riflettere e procedere a un chiarimento con le forze che lo sostenevano.

In quella occasione, come puntualmente annotato e verbalizzato dal Sindaco, nell’incontro con l’AltraMola evidenziavamo alcune nostre considerazioni che ritenevamo oramai ineludibili:

1) rilancio dei punti programmatici qualificanti del Programma;

2) una totale inversione di rotta nel rapporto con le funzioni interne e la macchina organizzativa che spesso non era in sintonia con le volontà politiche;

3)una modifica nella assegnazione della delega al Bilancio che fino a quel momento era evidentemente stata gestita con difficoltà e affanno;

4) un indispensabile nuovo rapporto con i cittadini avviando periodici incontri informativi da parte di sindaco e giunta sulle attività svolte, evidenziando esiti e eventuali ostacoli o ritardi nell’avanzamento degli obiettivi anche con periodici consigli comunali monotematici itineranti nei quartieri;

5) un maggior coinvolgimento dei consiglieri comunali su specifici obiettivi programmatici.

Nessuna di queste proposte è stata minimamente presa in considerazione dal Sindaco che così facendo alimentava la distanza con i 4 consiglieri dichiaratisi indipendenti, ai quali riconosciamo fino ad oggi la coerenza e la linearità delle posizioni assunte.

Alla fine della tornata di incontri il Sindaco sperando evidentemente che i 4 si spaventassero per la possibile “perdita della poltrona” rassegnò le dimissioni aspettando con i suoi suggeritori che i 4 tornassero sui propri passi.

Nessun atto o intervento ha fatto il Sindaco verso un chiarimento nel merito per risolvere il disagio dei 4 consiglieri mentre gli esponenti della Sua coalizione continuavano a prefigurare rimpasti e nuovi equilibri.

Come poi è andata lo sappiamo: il Sindaco su pressione della sua maggioranza ritirò le dimissioni.

In tal senso anche l’AltraMola aveva richiesto il ritiro delle dimissioni ma sempre nella certezza che questo andasse di pari passo con un rilancio della attività amministrativa e politica nella direzione di quanto da noi indicato e suggerito.

Niente di tutto questo invece. 

Da quel momento i soliti suggeritori, che da decenni imperversano nella vita politica del nostro paese e che

avevano da smaltire evidentemente brucianti delusioni elettorali o di visibilità, si mettono al lavoro pressando il Sindaco per azzerare la Giunta, cercando di forzare la mano ai 4 indipendenti (contrari ad una tale decisione), ignorando i reali problemi del paese oramai allo sbando da qualche mese. 

Alla scelta unilaterale di azzerare la Giunta, tacitando tutti con colpi di arroganza, per poter mercanteggiare le nuove nomine con il sostegno in consiglio comunale, l’AltraMola è stata l’unica forza che espresse voto contrario dissociandosi pienamente e pubblicamente dal Sindaco e da ciò che restava della sua coalizione, sempre più chiusa nelle sue piccole lotte intestine di poltrone ed equilibrismi e senza neanche dar conto ai cittadini del perchè delle scelte.

L’azzeramento è stato anche un palese tentativo di ripulire la propria responsabilità di non essere stato in grado di gestire una crisi con circa la metà dei consiglieri di maggioranza.

Con l’azzeramento della giunta si sono anche calpestate, con estrema ingratitudine e ipocrisia, persone oneste usandole e gettandole insieme ad accordi e consensi elettorali.

Se proprio vogliamo dirla tutta questo è anche un gesto tipico di chi non ha mai trasmesso sicurezza all’interno dell’esecutivo, non ha mai favorito un gioco di squadra anzi, trovando la soluzione più comoda per sè e per chi l’ha suggerita: scaricare altri e salvare se stesso.

La Giunta è stata azzerata con esultanza di alcuni componenti della maggioranza che, ognuno per proprio conto, festeggiava la “caduta” del proprio diretto competitore di coalizione o di Lista di o addirittura di corrente di Partito.

Nuovi rampanti vedevano finalmente spalancarsi la possibilità di deleghe pesanti confacenti anche a interessi professionali e personali.

Riunioni carbonare fuori dalle sedi istituzionali si susseguivano frenetiche per cercare di trovare “tecnici” (o presunti tali) che avrebbero rilanciato la luminosa ed abbagliante stella del Sindaco e del suo “bene comune 2 punto zero”.

Dopo settimane di tentativi e dopo non aver trovato nessuno disposto a entrare in un tunnel senza prospettive di una nuova Giunta, il Sindaco, sempre accompagnato dai soliti suggeritori (visibili e non), richiamava due degli assessori “azzerati” confidando nel loro presunto attaccamento alla poltrona (ognuno col proprio metro misura gli altri confidando nel “poltronismo” quale unica motivazione di impegno).

Ebbene i due assessori De Silvio e Bufo con piena dignità hanno respinto ai mittenti la proposta e in questa occasione l’AltraMola e Gianni Russo confermavano la assoluta indisponibilità a sostenere “oltre” quell’indegno pateracchio, rimarcando il “tradimento” da parte del Sindaco dell’Accordo elettorale da lui principalmente richiesto.

Pacta sunt servanda! = I PATTI DEVONO ESSERE RISPETTATI!

I giorni passano e dopo aver tentato un colossale tradimento elettorale, arriviamo alla patetica quanto offensiva proposta di Giunta del Sindaco e della sua maggioranza, che oggi ci auguriamo venga certificata quale minoranza di questo paese: assessori non molesi dei quali qualcuno tecnico, qualcuno non esterno ai partiti e soprattutto qualcuno in un evidente conflitto di interessi grande quanto una discarica, dove emerge la poca dignità di un sindaco che diceva di essere attivo nella lotta alla discarica e oggi va a braccetto sia con consulenti di chi ha, per decenni, distrutto il nostro territorio e sia con improbabili portavoce di comitati cittadini contro la discarica.

Cosa sperano il Sindaco e i suoi sostenitori?

Che lE forze politiche e questo consiglio valutino dei curriculum, restando impressionati ed abbagliati da cotanta grandezza di siffatti forestieri?

Che tutti buoni e zitti lasciassero “mani libere” a chi sta dimostrando infantilismo politico, incapacità di indirizzo amministrativo e gestione personalistica e autoreferenziale del potere?

Amministrare correttamente la cosa pubblica non è per tutti e soprattutto non è per chi in quest’ultimo periodo di crisi ha provocato uno dei peggiori teatrini della politica molese.

Colpi di teatro che hanno congelato anche diversi progetti e fatto perdere diverse opportunità relegando il paese in un drammatico immobilismo.

Coloro che oggi contestano sono stati anche troppo leali e generosi di fronte ai pasticci, alle scorrettezze, al venir meno alle parole date, al rallentamento di parti essenziali del programma elettorale, alla arroganza  che si sta dimostrando.

Non si è mostrata modestia, non si sono riconosciuti i propri di errori e non si è stati capaci di rilanciare l’intera coalizione di maggioranza.

Non si è cercato di evitare misere furbate, ma si è cercato invece di dividere promettendo.

Su questo negativissimo comportamento in questa crisi, se ancora si sa cosa significhi avere un briciolo di serietà politica ci si dovrebbe fare da parte nel rispetto del ruolo che si ricopre, smettendola pure in questo dolorosa agonia per la nostra comunità di fare dei selfie pubblicitari.

Sarebbe deleterio continuare ad accanirsi in un compito che non si è più in grado di portare avanti e le cui conseguenze negative si stanno abbattendo sui cittadini. 

Si poteva andare via con la propria volontà e forse con più amici, anzichè essere mandati via per volontà del Consiglio Comunale e con tanti nemici.

Il bene del paese viene prima di tutto e i molesi meritano altro.

Con un sindaco che ha fallito, si deve permettere al paese di scegliere un nuovo Sindaco.

Stasera siamo certi che il Consiglio Comunale nella sua stragrande maggioranza mandi a casa questa pattuglia di politicanti decadenti e decaduti e, a prescindere da destra o sinistra, metta fine a questa farsa drammatica che rischia davvero di portare Mola nel baratro.

Come AltraMola ci auguriamo che in tal caso con il Commissario che verrà potrà confrontarsi sugli interventi a tutela dei cittadini molesi e per fermare la decadenza in attesa di

prossime elezionI tra oltre un anno in cui auspichiamo che dalla scena politica di questo paese scompaiano tutti coloro che da decenni imperversano nella politica con i loro interessi personali, professionali o di semplici superbe  ambizioni e si apra la strada a forze e coalizioni legate da obiettivi programmatici sani e chiari con candidati e attivisti che vengano dalla società e che siano motivati da ideali e sentimenti che

abbiano il solo scopo di amministrare bene, tutelare i più deboli e dare slancio e sviluppo a questa nostra comunità molese che merita un futuro diverso!

 

Per chiudere, ringraziando ancora il consigliere Vito Lepore, riportiamo e facciamo nostro come Movimento la dichiarazione di Gianni Russo:

Vogliamo fare una riflessione più alta…

 Una riflessione che ci fa vedere il nostro Comune in una apoteosi del paradosso politico e di trionfo dell’ingovernabilità…

 Si insiste nella convinzione di avere la maggioranza dei consiglieri a sostegno e poco importa se dalla originaria maggioranza uscita dalle urne o da pescare nella minoranza…

 Oltre a calpestare, con estrema ingratitudine e ipocrisia, persone oneste usandole e gettandole insieme ad accordi e consensi, ora si sta agendo tradendo pure gli elettori, quegli elettori che nella campagna elettorale sia al primo turno che al ballottaggio sono stati convinti a votare per un cambiamento del modo di amministrare con riferimento all’allora maggioranza oggi minoranza…

 Oggi pur di restare appiccicati ad un potere delegittimato si E’ tentaTO l’impossibile offrendo assessorati e simili alla minoranza, a quella minoranza che si e’ demonizzata per marcare le differenze e che non ha mai fatto sconti chiedendo a gran voce l’ennesima mozione di sfiducia…

 chi di spada ferisce di spada perisce ricevendo da quest’ultima una lezione di dignita’: hanno respinto al mittente l’inciucio indecente…

 La comunita’ molese e’ stordita e tradita…

 non ci si rende conto che si sta portando il nostro paese inesorabilmente ad una imperdonabile paralisi amministrativa che non giova affatto alle numerose criticità che, purtroppo, ci affliggono…

 Il nostro paese e’ stanco di assistere inerme allo sfacelo più totale delle Istituzioni…

 Ora come non mai si chiede un atto di onestà e maturità politica, finora assente, che abbia la capacità di dichiarare al paese l’impossibilità di governarlo con l’originaria maggioranza…

 Avete provato l’inciucio con la minoranza invocando pure “un richiamo al senso di responsabilita’ comune per evitare un lungo periodo di commissariamento”..

 Quanta ipocrisia, Basta..!!!

 Distinguete l’orgoglio dalla dignita’…

 Che si abdichi in favore di un nuovo confronto elettorale per salvare almeno gli ultimi scampoli di dignità personale.

 La maggioranza votata dagli elettori non e’ più autosufficiente per proseguire il cammino…

 C’e’ l’aggravante del tradimento elettorale sia facendo fuori amministratori portatori di accordi e consenso elettorale e sia nel tentare, elevando a pretesto il commissariamento, un accordo trasversale tra diverse ed alternative forze politiche che, rispetto alle problematiche del nostro paese, hanno posto in campagna elettorale ricette molto diverse e difficilmente sintetizzabili in punti di comune accordo.

 Che si fermi questa degenerazione politica che impedisce di lavorare per risolvere problemi del nostro paese.

 Quando ci si e’ ridotti, come unici tentativi, ad imbastire accordi politici non lineari ed eterogenei, si sta cadendo in un bassissimo compromesso….

 Nella vita ed in politica in particolare non e’ importante quando si va via ma come si va via….

 

[Questa invece la lettera di commiato dell’ex-assessore Gianni Russo, che avrebbe dovuto essere parimenti letta ieri sera dal consigliere Giambattista Siciliano, sennonché si è poi stabilito di leggere solo i comunicati delle forze politiche]

Signor Presidente del Consiglio e signori presenti tutti Cittadini compresi,

Sono sempre stato abituato, al termine di ogni mia personale esperienza, a formulare delle mie brevi riflessioni e non potendolo fare personalmente, ringrazio vivamente il consigliere Gianni Siciliano che, senza esitazione alcuna, si è prestato a farlo per mio conto nell’aula consiliare, il luogo simbolo di questa mia attività al sevizio della comunità molese.

L’esperienza assessoriale che ho maturato in questo intenso periodo, GRAZIE AL MANDATO RICEVUTO DALL’ALTRA MOLA, oltre ad aver contribuito in modo determinante alla mia crescita umana e politica, mi ha fatto rendere personalmente conto delle concrete ed enormi difficoltà operative che attanagliano l’amministrazione del nostro paese.

Questo incarico mi ha dato la possibilità di confrontarmi con i complessi e pesanti problemi che ci assillano e che rischiano di aggravarsi per la mancanza delle indispensabili risorse finanziarie, atte a risolverli radicalmente.

Questo incarico mi ha dato anche la possibilità di conoscere dei colleghi di Giunta, Consiglieri di maggioranza e minoranza, Rappresentanti delle diverse forze politiche, Funzionari e Dipendenti (in particolare quelli dei miei settori di riferimento).

In gran parte di loro ho apprezzato la costante e determinata azione nel voler dare un forte contributo alla buona amministrazione di Mola, nell’esclusivo interesse dei Cittadini.

Gran parte di loro mi ha supportato, ascoltato e con me hanno interagito con fattivo spirito collaborativo.

Con gran parte di loro mi legano rapporti, non di semplice conoscenza, bensì, di datata o recente stimata amicizia.

Immaginavo una vicenda diversa nella quale ci fosse, da parte di tutti al centro dell’azione politica, un protagonismo sano di gente laboriosa.

Purtroppo, mio malgrado, ho assistito in quest’ultimo periodo politico ad una estrema decadenza etico-comportamentale e ad un becero tornacontismo.

Non mi riferisco ad una condivisione politico programmatica dove, a volte, potevano non seguire concrete azioni o il non adottare determinazioni forti e magari pure impopolari comunque sempre nell’interesse collettivo dei nostri concittadini necessarie a ricondurre l’ente sui binari di una sana gestione.

Non mi riferisco a dei rallentamenti sull’azione amministrativa, dei quali a volte non si spiegano le ragioni, al punto da registrare tali fatti come un dietrofront rispetto a quella necessità di fermezza e risolutività agitate come vessillo identificativo di questa amministrazione.
Mi riferisco invece alla sensazione avuta di trovarsi in compagnia di qualcuno  proteso a gestire in maniera improvvisata emergenze e crisi,  con la logica del rimandare a domani i problemi da affrontare oggi.

Mi riferisco pure all’aver percepito qualche componente della classe dirigente avvitato su questioni più personali che politico-amministrative e di conseguenza provocando un’azione amministrativa frenata e bloccata.

Non è credibile che azzerando nomi e persone, usandole e gettandole insieme ad accordi e consensi elettorali si possa affermare che un nuovo corso si possa compiere.

Si tradiscono i cittadini che hanno espresso il loro consenso.

Si tradiscono quei cittadini che esigono che si affrontino e si risolvano i problemi del paese subito e non i problemi personali.

Questo è il mandato che viene affidato ad una amministrazione ed è questa la logica che ci deve appartenere; è una questione di stile.

In tutta coscienza affermo questo perché in tali condizioni non è giusto continuare ad occupare posizioni di visibilità e postazioni remunerate.

Ho potuto, però, direttamente apprezzare che la gran parte di chi ho conosciuto (ognuno per lo specifico ruolo) si distingue per il dignitoso e serio impegno civico svolto nell’interesse dei

concittadini, lavorando per il benessere pubblico e mostrando in diverse occasioni alto senso di responsabilità.

Quanto sopra, da semplice cittadino mi conforta e mi fa ben sperare per le future sorti del nostro Paese, da impreziosire e valorizzare per come giustamente merita.

Ritengo, con molta serenità, di avere sin qui adempiuto ai miei doveri, offrendo a tempo pieno la mia disponibilità ai cittadini ed agli addetti ai lavori interni ed esterni al Comune, cercando di confrontarmi con ogni loro esigenza come se fosse un problema da  affrontare e risolvere subito e nella consapevolezza di avere avviato, per il tempo avuto a disposizione, quelle procedure utili al raggiungimento di una parte degli obiettivi programmatici.

Sono cresciuto con valori semplici e credo sani tali da spingermi a distinguere l’orgoglio dalla dignità.

La storia di ognuno di noi è scritta e chi mi conosce sa che le scelte di dignità e di coerenza si pagano.

La dignità e la coerenza della persona e della politica non deve essere mai in vendita o scambiabile con posizioni di privilegio o altro; purtroppo per qualcun altro non è lo stesso, difendendo soltanto “se stesso” e circondandosi di propri simili.

Ma ormai è acqua passata ed ognuno di noi risponde e risponderà per i propri comportamenti; sono state e saranno sempre le elezioni che ci sottopongono al giudizio degli elettori.

Da cittadino non bisogna perdere la voglia di lavorare per lo sviluppo, la partecipazione e l’impegno civile, alimentando nel nostro paese un rilancio sociale ed economico con una visione strategica di sviluppo incentrata sul riscatto dei ceti più deboli e, naturalmente, per tutte le attività sane e produttive di Mola.

Credo sia questa la sfida da raccogliere con grande senso di responsabilità anche nella nostra comunità molese.     

gIANNI RUSSO.

 

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