• venerdì , 23 giugno 2017

Il Caravaggio scomparso di Polignano.

“Qualche mese fa il dott. Simone Scagliusi, un amico e concittadino che ama l’arte e la storia, mi chiese di interessarmi alla vicende di quest’opera perduta di Caravaggio, forse anche sulla scia dell’entusiasmo suscitato dalla riattribuzione del Gran Vaso di Capodimonte a Polignano e dal ritorno a casa di uno dei Grandi Vasi dopo 230 anni. In effetti come attestato in un documento conservato nell’Archivio Storico del Banco di Napoli, datato 6 ottobre 1606, Nicolò Radolovich commissionava al Caravaggio un’opera per il suo feudo di Polignano, versando un acconto di 200 ducati, circa 5000 euro attuali. L’opera, da consegnarsi entro dicembre dello stesso anno, risulta minuziosamente descritta nella commissione. Si tratta di una pala alta 13 palmi e mezzo (circa 3 metri e mezzo) e larga 8 palmi e mezzo, (circa due metri e 20 cm), che avrebbe dovuto raffigurare in alto l’immagine della Madonna con il Bambino in braccio cinta da cori di angeli, sotto San Francesco e San Domenico abbracciati insieme dalla man dritta San Nicola e dalla man manca San Vito, il nostro Santo Protettore. Di questa opera di Caravaggio non se ne è saputo più nulla, l’unica certezza è questa commissione, l’acconto pagato da Nicolò Radolovich, tanto è che qualcuno ha persino messo in dubbio che sia stata mai realizzata.
Il 27 ottobre scorso vi è stata un’operazione a sorpresa che riguardava proprio la cosiddetta “Pala Radolovich”, attraverso una performance teatrale che aveva la finalità di mettere in scena quella che sarebbe stata l’opera commissionata al Caravaggio. Dal Mattino di Napoli: «Caravaggio nell’autunno del 1606 – racconta Sergio Riolo, storiografo e direttore de Il Cartastorie – stava dipingendo le sette opere della Misericordia al Pio Monte. Anche Radolovich era a Napoli, dove faceva arrivare il grano e l’olio prodotto dalle sue terre in Puglia, e girando per i vicoli del centro avrebbe saputo della permanenza a Napoli del Merisi, decidendo di commissionargli l’opera da portare, probabilmente, in una cappella di sua proprietà a Polignano a Mare. La ricerca archivistica ha portato al ritrovamento all’interno di un «giornale copiapolizze» del Banco di Sant’Eligio, uno degli otto banchi pubblici di cui l’Archivio conserva memoria, del documento con cui Radolovich pagava l’acconto al Caravaggio: duecento ducati, circa 5000 euro di oggi, che era probabilmente la metà della cifra totale promessa per la Pala. Da novembre il capolavoro, grazie al “Cartastorie” e agli attori dei tableaux vivants, sarà visibile a tutti.»

A questo punto mi è sorta un’idea; perché non chiedere a coloro che hanno ricreato la Natività di Caravaggio a Palermo, di fare un’operazione analoga, ricostruendo quella che avrebbe dovuto essere la Pala del Caravaggio, per esporla a Polignano a cui era destinata? Tale operazione sarebbe un ulteriore preziosissimo tassello, un arricchimento ed un ulteriore motivo di richiamo turistico per Polignano, ed un ulteriore conferma della grande fortuna del nostro territorio, il cui destino si è incrociato, nel corso dei secoli, con quello di grandi personalità e di artisti di prima grandezza come lo stesso Caravaggio.”
Cordialmente

Giuseppe Maiellaro

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