• sabato , 19 agosto 2017

GURKITAR: PASSAGGIO A MOLA CON EDUCHANGE

MOLA – Per un mese il nostro paese ha ospitato una ragazza indiana. La presenza a Mola di Gurkirat Kaur (questo il suo nome) rientra in un progetto a cui ha aderito la scuola media locale Alighieri-Tanzi. E’ il progetto EduChange, che consente di ospitare dei volontari lettori di lingua inglese. Ne parliamo con la professoressa Marcella Ricciardelli, referente del progetto su Mola: “Ho scoperto l’esistenza dell’iniziativa EduChange qualche mese fa leggendo una circolare e ne ho parlato con la preside Cinzia Brunelli. E’ un progetto quasi a costo zero per la nostra scuola (che ha dovuto pagare solo una piccola tassa d’iscrizione), e rappresenta una grande opportunità di conoscenza. L’India, pur avendo ottenuto da diversi anni l’indipendenza dalla colonizzazione britannica, continua ad avere l’inglese come lingua ufficiale insieme all’hindi. Di conseguenza Gurkirat parla un ottimo inglese e ha fatto da supporto a noi insegnanti durante le lezioni, soprattutto nelle classi seconde e terze del plesso Tanzi. Il suo contributo consisteva nel parlare del suo Paese, delle sue caratteristiche geografiche, sociali, culturali e quant’altro.

Anche l’inglese che si parla da loro è un po’ diverso da quello britannico e da quello americano. Ha parlato del sistema scolastico indiano, ma anche delle abitudini dei ragazzi diciottenni come lei, dei loro gusti. In questo modo non solo i nostri ragazzi si sono esercitati con l’inglese interagendo con lei, ma hanno arricchito il loro bagaglio culturale”. Cosa faceva Gurkirat nelle ore extra-scolastiche? “Era ospite di una famiglia molese. Inizialmente è stata dalla famiglia Laera, in seguito si è spostata presso la famiglia Cacace.

Entrambe le famiglie sono di alunne della scuola Tanzi, e oltre a beneficiare della presenza di Gurkirat l’hanno a loro volta guidata a conoscere il territorio. E’ stata a Bari, Lecce, Alberobello, Castel del Monte, Otranto, Rutigliano (dove ha avuto l’opportunità di conoscere Vittorio Sgarbi e si è cimentata nella produzione a mano di un fischietto), e anche a Roma. Malgrado fosse la prima volta per lei che trascorreva un lungo periodo all’estero ha dimostrato di sapersi ben adattare ai nuovi orari, al clima (non aveva mai visto il mare) e alle nuove abitudini (in India il rapporto tra alunni e insegnanti è molto più rigido). Ha anche imparato qualche parola in italiano, come i numeri e le forme di saluto e di augurio”.

Gurkirat è ripartita (con qualche giorno d’anticipo sul previsto causa impegni universitari), cosa vi ha lasciato? “I nostri studenti hanno imparato molto su una cultura così lontana dalla nostra, piccoli aneddoti che non avrebbero mai potuto trovare sui libri. Credo che anche per lei sia stato così, tanto è vero che ci ha scritto una bellissima lettera di ringraziamento. Ora che i contatti con EduChange sono avviati intendiamo ripetere quest’esperienza anche l’anno prossimo, magari con uno studente australiano, neozelandese o americano”.

Vito Giustino

072073

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