• venerdì , 27 aprile 2018

GLI INCAPACI: TRA DIRETTORI ARTISTICI E CRITICI D’ARTE

downloada cura di Mimmo Derasmo

E’ noto e facilmente riscontrabile che un’alta percentuale di musei, pinacoteche e luoghi per esposizione, si etichettino d’arte contemporanea o moderna.
Qual è il motivo di queste denominazioni? E’ quasi certo che la confusione di regole, che caratterizza la nostra esistenza, crea l’ernorme distanza, ormai reale e contestabile, tra opere e gusto del pubblico che visita le mostre con la curiosità di vedere il bello, e ne esce sempre deluso.
Che significato oggi si dà alle parole “contemporaneo e moderno?” Ma anche gli artisti dello scorso secolo lavoravano nella contemporaneità e nel moderno dei loro tempi. E per quelli che opereranno nel prossimo secolo o altro ancora non sarà la stessa cosa? E’ facile pensare che il tempo per usare queste due parole non finirà mai.
Tutto questo appare di una totale idiozia che non giustifica i comportamenti dei dirigenti che conducono e regolano i programmi di questi luoghi di cultra in questa “unica e falsa” direzione.
Tra l’altro non si riesce a scoprire come sono arrivati a dirigere queste strutture (oggi si dice “per chiamata diretta”), quali meriti li contraddistinguono, che competenze hanno. E non c’è bisogno di una analisi dei loro requisiti culturali per stabilire la loro scarsa professionalità nel merito; basta guardare i volti degli spettatori che escono da questi luoghi per stabilire l’abisso che si va formando, ed è sempre più profondo, tra questa pseudo arte e i sui destinatari. E non si può escludere il sospetto di una possibile truffa soprattutto quando si spendono tanti soldi dei contribuenti per delle manifestazioni mascherate da avvenimenti culturali che riempiono dette strutture di veri e propri rifiuti, rottami vari, riprese televisive senza senso alcuno, vecchie foto che non trasmettono nulla (la fotografia non è arte).

Il contatto che si avverte in questi avvenimenti è, a giusta ragione, mortificante ed a mio parere rappresenta il termometro del livello dell’odierno disgusto per queste esposizioni che, per nessun motivo, non possono e non potranno essere classificate come opere d’arte.

Inoltre si può pensare in modo legittimo che tutto ciò può essere senz’altro addebitato a case d’asta, musei, pinacoteche, collezionisti, curatori, perchè questi elementi dell’intero sistema sono proeittati esclusivamente verso profitti commerciali e nient’altro. Pertanto non s’intravedono, al momento, potenziali sviluppi della cultura dell’Arte Figurativa in genere tanto meno viene espressa la volontà di ricercare nuovi talenti che possano per davvero garantire una continuità con il nostro glorioso passato artistico!…
www.mimmoderasmo

In alto a sinistra una ironica foto di rifiuti ingombranti che seguendo le logiche artistiche cotemporanee potrebbe essere scambiata per opera d’arte

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