• sabato , 21 aprile 2018

GIOVANNI CARONE – ALLA SCOPERTA DEL MONDO

Capita talvolta, pensando troppo a sé stessi, di perdere di vista ciò che ci circonda, quel mondo che ci ha accolto e che ci contiene e soprattutto ci sopporta. Quel mondo, invece, ha bisogno di essere ammirato, scoperto, coccolato. È quello che sta facendo Giovanni Carone, conversanese cinquantottenne, un tutto-fare che non vive di soldi ma di esperienze vissute. Giovanni con la sua bicicletta, una “Camaleonte 5”, lo scorso settembre ha girato i Balcani, attraversando diversi Paesi: Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Bulgaria, Romania, Macedonia e Albania. Una corsa dura e faticosa, tanto sudore lasciato kilometro su kilometro fra le difficili strade degli Stati dell’ex Jugoslavia: “Ammetto che sia stata una follia: attraversare sette paesi diversi, con sette monete diverse, sette lingue, sette culture e civiltà diverse non è stato facile. Ogni qualvolta superavo una frontiera dovevo pensare in un altro modo, adeguarmi al modo di ragionare di quella gente, al modo di ragionare dei cani di quel posto”. Infatti uno degli aneddoti che ricorda meglio di quell’avventura è proprio il giorno in cui un cane in Macedonia ha azzannato la sua caviglia: “Ero profondamente in torto, ho calpestato la loro terra e mi sono dimenticato di bussare, come se non mi fossi presentato. Così ritenendomi un estraneo, un intruso, mi ha attaccato per proteggere la sua piazza, i suoi cuccioli e le anziane signore che si prendono cura di loro. Dopo essere uscito dall’ospedale, però abbiamo parlato e chiarito e tutto si è risolto: siamo diventati grandi amici”.

Il nostro Indiana Jones cercava qualcosa di difficile, di verace, senza assistenza. E l’ha trovato. L’amore nei confronti del popolo slavo è sbocciato immediatamente. Così povero materialmente, ma così ricco nell’animo, racconta Giovanni, da aver avuto tutto l’aiuto necessario: un’assistenza morale i cui principali ingredienti erano ospitalità e allegria: “Sono partito solo, ma mai mi sono sentito tale! Non dimenticherò mai una bellissima bambina, Valentina. Una povera fanciulla lasciata sul marciapiede dalla madre a raccogliere l’elemosina. L’immagine del suo viso resterà indelebile nel mio cuore!”.

Dal Tibet alla Cina, dove ha iniziato a fare le prime grandi pedalate, dove è cominciata a salire “questa febbre” per la scoperta, dalla Basilicata alla Sardegna (in realtà non c’è posto  in Italia che non abbia visitato), Giovanni adesso è infrenabile: La prossima destinazione probabilmente sarà il Kosovo, o magari i Paesi Baltici, o la Siberia, non è importante. Ciò che m’interessa è il viaggio, capire come vive la gente “diversa” da noi. Lì per esempio sono stato molto attratto dai Rom del Danubio. Ogni esperienza diventa un insegnamento di vita, un proiettile che inserisci nella testa e che sei pronto a lanciare nei momenti più opportuni”.

L’amore per la bicicletta, per gli animali, per la pizzica, per la natura, per la terra del Sud insieme al desiderio innato di divertire, aiutare, socializzare e solidarizzare sono le principali caratteristiche di questo eccentrico e simpaticissimo personaggio, le cui imprese di vita, anche “le più piccole”, come quelle affrontate direttamente a Conversano (gli omaggi memoriali ai grandi personaggi del nostro paese), devono essere assolutamente promosse ed esaltate!

 

 

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