• venerdì , 27 aprile 2018

GIORNATA REGIONALE CONTRO LE SOLITUDINI CON “ZERO A ZERO”

BARI – Lunedì 25 settembre sarà una nuova Giornata regionale contro le Solitudini. E la Puglia sarà ancora da sola a celebrarla. Un’iniziativa giunta ormai al sesto anno, essendo stata istituita dalla Regione Puglia nel 2012 su richiesta dell’associazione GIRAFFA (Gruppo Indagine Resistenza Alla Follia Femminile Ah!) e in particolare dell’attrice pugliese Daniela Baldassarra, che in questa giornata porta in scena ormai di consueto il monologo “Zero a Zero”, una riflessione comico-amara sulle differenze tra uomo e donna. Lo spettacolo è andato in scena per tre edizioni, con molto successo, alla Casa Circondariale di Bari. Ma era tempo di farlo conoscere altrove e così, dopo un passaggio l’anno scorso al liceo “Gaetano Salvemini” (trovate la nostra recensione su questo sito), quest’anno approderà all’istituto oncologico “Giovanni Paolo II” di Bari.

E proprio qui si è tenuta la conferenza stampa di presentazione, in cui, introdotti dalla giornalista Annamaria Minunno, gli ospiti presenti (il direttore dell’istituto Vito Antonio Delvino, il dottor Attilio Guarini, il magistrato Valentina D’aprile, le consigliere regionali Serenella Molendini e Titti De Simone, Paola Rizzo di GIRAFFA onlus, l’avvocato Olga Diasparro) hanno evidenziato il legame tra malattia, solitudine e violenza. Chi soffre di un male grave, anche incurabile (come il cancro appunto), spesso tende a isolarsi. E chi è da solo disimpara a relazionarsi con gli altri, perdendo così la concezione di cosa è giusto e cosa sbagliato, il che può avere conseguenze gravi per chi gli sta intorno.

Daniela Baldassarra ha infine preso la parola per spiegare la filosofia alla base del monologo e in generale di tutto il suo lavoro: “Attraverso i miei studi sulle differenze di genere credo di aver trovato nella solitudine la radice di molti mali. E’ un problema sottaciuto eppure universale, poiché tutti noi in momenti diversi della nostra vita viviamo in uno stato di solitudine. Quando una persona ci parla della sua solitudine ci sentiamo imbarazzati, perché di una persona appena conosciuta ci attraggono gli aspetti positivi, mentre tendiamo a respingere le sue fragilità, soprattutto quelle in cui ci rispecchiamo. Confondiamo le fragilità con le debolezze quando invece sono proprio ciò che costituisce l’unicità di quella persona, e che ci consente di creare con lei un legame profondo. Per questo spettacolo abbiamo sempre scelto location (carceri, scuole, ospedali) in cui c’è il rischio della solitudine. La comicità spesso non è compresa, si pensa che determinate tematiche vadano affrontate solo in chiave drammatica, mentre quella comica non sarebbe rispettosa di certe realtà. Ma se il compito dell’arte è unire le persone allora la risata ha un potere infinito in questo senso, poiché si fa capire da spettatori di ogni categoria e quindi crea intimità e aggregazione tra persone. Spesso le induce a riflettere. E se invito una persona a riflettere su un argomento a cui non si era mai avvicinata ho fatto cultura”.

Lo spettacolo si terrà lunedì 25 settembre alle 18 nella sala conferenze dell’istituto oncologico “Giovanni Paolo II” in viale Orazio Flacco n°65 a Bari. L’ingresso è libero.

Vito Giustino

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