• sabato , 24 giugno 2017

Gioco d’azzardo, sono le slot machine a giocare con l’uomo?

Il gioco smoderato porta a dipendenza. Ciò che il giocatore non capisce però è che l’azzardo è studiato apposta per portare a diventare un’ossessione. Chi lo ha ideato sapeva come organizzarlo, ha studiato i comportamenti dell’uomo e intuito come colpirlo nel profondo. Nell’istante in cui lo scommettitore si siede davanti a una slot machine o a un tavolo verde, l’ideatore del banco sa che trarrà guadagno. A discapito dell’inconsapevole giocatore.

L’ingegneria della dipendenza studia proprio le reazioni psicologiche dei giocatori , cercando di entrare nella loro mente per estrarre dal portafogli più denaro possibile. Se in un’attività si ha la netta impressione di non poter ricavare un profitto, si abbandona subito il progetto. È quasi questione d’istinto, ciò che non può far guadagnare viene percepito come pericolo. E se il gioco d’azzardo desse l’impressione di far vincere il banco al di là della capacità dello scommettitore, nessuno (o solo pochi folli) vi si avvicinerebbe. Il sistema migliore è allora il guadagno calcolato. Al giocatore si concedono matematicamente piccole vincite, speranze di arrivare a un saldo positivo poi disilluse nel lungo periodo. Quando però le tante perdite vengono giustificate con l’ossessione di dover rientrare nei soldi spesi, il giocatore abbocca all’amo in un momento. Lo stesso funziona nei giochi d’abilità come il poker, dove i più abili, una volta riconosciuto il pollo da spennare, dilazionano la vincita in più tempo per estrarre di più.

Un altro obiettivo dei creatori del sistema azzardo è creare un ambiente familiare per il giocatore. Non a caso le slot machine sono inserite in luoghi bui, spesso oscurati dall’esterno. Lo scopo è far perdere la percezione del tempo, avvolgere il cliente in un ambiente fuori dal mondo. Magari impostando l’apparecchio su uno sfondo adatto alla fascia d’età abituale. Con una serie tv simbolo di una vecchia generazione per far tornare indietro nel tempo, o un videogioco recente per i neomaggiorenni appassionati del genere. Per farlo serve conoscere la base demografica della clientela, frutto di ricerche e monitorizzazioni precise. Da non sottovalutare poi l’aspetto della volatilità, che studia le diverse opzioni a disposizione dell’utente. In questo caso l’operatore vuole tenere il cliente incollato alla propria macchina per il maggior tempo possibile.

Purtroppo gli abitanti della Puglia non sono esenti dalle problematiche della ludopatia. La regione presenta un tasso di gioco molto alto, con una presenza di slot machine abbastanza consistente. Il consiglio sta cercando una soluzione per i proprio cittadini, ma per il momento mancano fondi. Il disegno di legge è pronto, ma per la sua applicazione richiede la presenza di uno “sponsor” in grado di garantirne l’efficacia finanziaria. Il distanziometro verrà preso in considerazione il 22 marzo, rappresentando un ulteriore passo verso il combattimento del fenomeno. Servirà qualcosa di più per fermare la spinta, anche perché un nuovo fantasma aleggia sulla Puglia dell’azzardo: il gioco minorile. La regione presenta una delle percentuali più alte nella nazione per quantità di giocatori minorenni. Una statistica di cui il governo della zona avrebbe volentieri fatto a meno.

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