Alla mia Città

Riceviamo e pubblichiamo

Cara Conversano,
ti scrivo in un giorno di amarezza e di tristezza. Oggi 20 maggio del 2020 hanno ucciso la speranza di un mondo migliore. Le mie lacrime bagnano le bianche chianche del centro storico, non sento l’acre odore del basilico. Sulla collina incantata soffia soltanto la tristezza.
Erano anni che non piangevo come oggi, nonostante il destino e le intemperie hanno soffiato su di me tranciandomi tante cose. Ormai vivo lontano da te Conversano ma ogni battito del mio cuore è lí dove io sono nato. Lí dove ho amato e sono stato amato, lì dove ho sempre pensato, scritto le mie favole le mie poesie. Ma oggi non so cosa mi accade, il respiro é pesante e ripenso e penso a una città che ci ha dato la storia dove noi siamo stati sempre in prima fila. La politica, il pensare il bene della collettività é oggi un incubo che é sfumato.
Ricomincia Conversano e perdona chi ha avuto l’ardire di cancellare il tuo candore, la tua tenerezza, la tua storia. Si può e si deve ricominciare.
Ciao mia collina incantata dove il vento racconta poesia.

Gino Locaputo