• sabato , 16 dicembre 2017

FESTA DEI 6000 LIKE PER “I LOVE MOLA”

MOLA – Quando si raggiunge un traguardo è bello festeggiare con gli amici. Sabino Guardavaccaro ha voluto festeggiare con quanti più amici possibile il raggiungimento dei 6000 like alla sua pagina Facebook “I Love Mola di Bari”, ormai da anni un punto d’osservazione privilegiato sulla realtà molese.

E’ stato un bel sabato pomeriggio quello trascorso insieme nella libreria “Culture Club Cafè”, in compagnia di vari rappresentanti della cultura molese, dalla scrittrice Gabriella Genisi al blogger Mario “Mancio” Ruggiero, da Nico Colella e alcuni rappresentanti del Palio dei Capatosta a Nilla Pappadopoli e la sua compagnia “Il Palcoscenico” (i cui membri hanno recitato alcune poesie del poeta dialettale Tonino Abatangelo, recentemente scomparso), dal musicista Vito Cristino al presidente della Just Mola Alessandro Giustino, fino allo stesso Domenico Sparno proprietario della libreria.

Divertimento ma anche e soprattutto riflessione. Tutti gli ospiti hanno parlato della loro attività e di come diventa ogni anno più difficile portarla avanti in una realtà come Mola, in cui devi vedertela con l’indifferenza delle istituzioni (specie ora che il commissariamento ha definitivamente paralizzato l’attività amministrativa), ma prima ancora con quella dei cittadini, che preferiscono di gran lunga restare sulla porta di casa a lamentarsi anziché dare una mano a chi ha il talento e la volontà di cambiare le cose. E Mola di talenti ne ha tanti. Non li elenchiamo perché finiremmo per dimenticarne qualcuno e sarebbe un torto, ma chi segue la nostra testata ha un’idea di quante ce ne sono. E anche chi segue la pagina “I Love Mola”, in cui Sabino continua ogni giorno, con fiducia, a raccontare un paese che può farcela. Se le varie associazioni imparassero a collaborare tra loro anziché farsi gli sgambetti sarebbe già un inizio, per cui auguriamo al nostro paese che questo sogno diventi realtà, e a Sabino e alla sua pagina di continuare a raccontarlo per molti anni ancora.

Vito Giustino

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