Daniela, scultrice dell’anima

di Maria Sportelli

Arte. Ha gli occhi azzurri e un sorriso che ti dà speranza Daniela Giglio, 28 anni di Conversano, un’artista della materia. Quella che trova sostanza nella complessità delle emozioni di ciascuno di noi e dà forma a visoni personalistiche che narrano di strade intraprese nel segno di un amore per l’arte.

Quello di una bambina tenuta per mano dalla sua cara e compianta insegnante delle scuole medie, Maria Antonietta Miccolis. Eroina silenziosa che ha saputo guidarla sapientemente sulla strada dell’autonomia.
“É lei che mi ha aiutato” – mi racconta emozionata mentre la tartasso di domande. L’ho incontrata nella sede della Pro Loco dove svolge il servizio civico. Siamo sole, sedute una di fronte l’altra.
“Scusi – mi dice dolcemente – mi avvicino perché non sento bene da un orecchio.”  Mi ha fatto accomodare in una delle due stanze, quella delle mostre.                                                                       

“Dammi pure del tu”. Le rispondo veicolando i miei pensieri su altre domande.
“Chi ha problemi con uno dei cinque sensi ha sicuramente sviluppato meglio gli altri”.

“Certo è vero – mi  spiega Daniela, che della sua difficoltà uditiva non si vergogna anzi non smette di ringraziare chi l’ha resa oggi una donna di sostanza. Suo padre Vito, sua madre Angela e sua sorella Marilena (laureata in fisica è un’altra risorsa da scoprire) – ho fatto un work shop organizzato dall’Accademia delle Belle Arti (che frequenta), con uno scultore cieco, Felice Tagliaferri.

 

La guardo, nascondendo la mia emozione. Tagliaferri è un uomo straordinario, lo conosco: ha scolpito una copia del Cristo Velato (opera di Sanmartino presente nella chiesa di Sansevero a Napoli).
Ho studiato il suo caso all’Università di Bergamo. Divago un po’ con la mente. Penso a me e alle mie amiche Maria e Marta e ai giorni passati tra i banchi, questo incontro non è un caso. Chissà.

“Quel giorno – continua lei catapultandomi nel presente – mi ricordo, abbiamo anche riso insieme di questa circostanza. Io “sorda” e lui cieco. Per lavorare con la materia, infatti, Felice ci ha fatto entrare nel suo mondo, per cui indossavamo una benda sugli occhi che, coprendomi le orecchie, non mi permetteva di seguirlo. Mi comprese subito, ciò mi fece piacere. Mi prese per mano permettendomi di partecipare al lavoro come gli altri. Il suo messaggio è chiaro: tutti i sensi hanno la loro importanza. La scultura ha una forza tattile. Chi possiede la vista dimentica di dar giusto valore al tatto che ci permette di percepire volumi e forma.”

Di una persona sensibile si dice che ha tatto e noi in questo mondo materiale, frivolo e superficiale, abbiamo sempre più bisogno di persone sensibili, non solo in grado di plasmare la materia ma di dare ad essa sostanza, anima. Perché un’opera d’arte è anche questo.
E nel dare forma alla materia, il ferro, che Daniela ha vinto un concorso internazionale promosso dalla Fondazione Peano di Cuneo. Coinvolge le accademie delle Belle Arti. Giunto alla 21^ edizione, ha posto al centro dell’attenzione creativa dei giovani artisti uno splendido animale, il cigno, (simbolo della Fondazione) da reinterpretare in chiave nuova rispetto al passato. Fu, infatti, il tema della prima edizione del bando.

“Così ho strutturato la mia idea, ‘L’abbraccio del cigno’, oggi collocata in piazza Boves nel comune di Cuneo. Una piazza che l’Amministrazione, insieme all’associazione Boves (unisce i commercianti della piazza), ha voluto recuperare valorizzando la sua funzione aggregativa. Il cigno è simbolo di amore ed eleganza. Nel suo abbraccio metaforico il mio messaggio è rivolto a tutti perché si torni a dialogare con l’altro guardandosi negli occhi, a passeggiare e ad abbracciarsi in questa piazza, così come si faceva un tempo. L’ho realizzata nell’officina di un mio amico fabbro di Conversano che mi ha garantito la sua professionalità procurandomi il materiale e collaborando nella realizzazione del lavoro.”

foto della Fondazione Peano
L’abbraccio del Cigno

Una bella soddisfazione per Daniela, per la sua famiglia che l’ha sempre sostenuta e incoraggiata e per la nostra città. Conversano Citta D’Arte. Io direi più che altro “Conversano Città di Artisti” poiché va ricordato un aspetto importante: non é l’opera che va decantata ma chi quell’opera l’ha fatta con il suo intelletto e ingegno.
Fino a quando continueremo a venerare la materia come Pagani dell’era moderna senza guardare alla sua essenza resteremo come i personaggi delle nostre belle tele del Finoglio, intrappolati in posizioni statiche.
Non è il caso di Daniela che ha già in mente un’opera dedicata alla sua Conversano ma non vuole svelare nulla. In attesa di scoprire le sue future creazioni, la nostra testata giornalistica, lavipera.it, conferisce a Daniela una pergamena virtuale che faremo diventare cartacea quando inaugurerà la sua prossima mostra a Conversano nelle belle stanze della Pinacoteca. Ce lo auguriamo.

Su questa si legge:

PREMIO
CITTADINI D’ARTE
“DANIELA GIGLIO”
SCULTRICE
Associazione PugliaVox 
Conversano (Bari)