• venerdì , 23 giugno 2017

DISCARICA MARTUCCI, L’ALLARME NON E’ CESSATO

007 - Copia

MOLA – Se non fosse per “Chiudiamo la discarica Martucci” e le altre associazioni ambientaliste i cittadini neanche ricorderebbero che c’è ancora una discarica con un procedimento penale in corso. L’inazione della classe politica, e i media che tendono a prendere per buone le ultime voci “minimizzatrici” del problema, hanno avuto buon gioco ad aiutare la naturale tendenza della gente a dimenticare. Per fortuna, dicevamo, l’associazione indice periodicamente delle conferenze stampa per fare il punto della situazione. Come quella di qualche giorno fa. Il presidente Vittorio Farella ha illustrato le relazioni di indagine (le stesse che, secondo qualcuno, affermerebbero che a Martucci non c’è disastro ambientale e che è stato fatto solo allarmismo), dimostrando come leggendole tra le righe viene fuori una realtà ben diversa. “Le indagini hanno detto cose importantissime – ha spiegato Farella – A livello idrografico viene fuori una confluenza di ‘fiumiciattoli’, corsi d’acqua episodici che finiscono in una sorta di laghetto. Sono stati effettuati dei sopralluoghi dai consulenti tecnici di parte e di ufficio per verificare l’esattezza di alcune denunce ed è emerso che, si legge nella relazione, ‘in linea generale le rilevazioni sono corrispondenti allo stato dei luoghi, ad eccezione di un’area limitrofa a valle della discarica, che è stata espunta dal piano di indagine perché sede di un uliveto non interessato da supposti illeciti’. In altre parole, quell’area è stata denunciata come le altre ma si è deciso di ignorarla! Nel terzo lotto, poi, ‘non è stato possibile accertare la funzionalità del sistema di estrazione del percolato in quanto i tecnici della Lombardi Ecologia, presenti sul sito, hanno dichiarato che allo stato non viene eseguita l’estrazione del percolato dalla colmata, in quanto tutte le aree si trovano sotto sequestro”. In pratica, dal marzo 2012, cioè da quando la zona è sequestrata, è completamente abbandonata a se stessa! E il percolato, la cui presenza è confermata (si stima una percentuale del 9-10%), finisce nei terreni e nelle falde senza che nessuno se ne assuma la responsabilità. A livello geoelettrico, inoltre, scopriamo una presenza di flussi di anidride carbonica e metano decisamente elevati, soprattutto in prossimità del terzo lotto, ma anche in aree distanti decine di metri dal confine della discarica, e si configurano come chiara testimonianza della presenza di fuoruscite laterali di biogas. A livello minerario, è stata dimostrata la scarsità di compattezza dell’argilla che doveva servire da impermeabile, ed è pertanto favorita l’infiltrazione del percolato”. Nella seconda parte il professor Franco Fanizzi ha illustrato i lavori del Comitato tecnico, di cui è membro: “L’ultima riunione si è tenuta a fine aprile ed è stato proposto il rinnovo della convenzione con gli enti incaricati di seguire le indagini per altri diciotto mesi. Questo lavoro prevede di verificare se esista o meno un impatto sull’area vasta di contrada Martucci (quindi anche intorno alla discarica), se cioè può essere interessata da sversamenti di rifiuti che prescindono dall’attività della discarica stessa. Tutto questo dovrebbe portare a stralciare Martucci dal Piano Regionale dei Rifiuti”. Infine, Farella non ha nascosto la sua delusione per il comportamento delle amministrazioni comunali locali, “da quella di Conversano che ha fatto una ‘fuga in avanti’ facendo credere che vada tutto bene a quella di Mola che non prende posizione. Attendevamo il sindaco e alcuni assessori alla conferenza di stasera ma non si sono visti”. E Giangrazio Di Rutigliano e giunta non sono stati i soli a non presentarsi, dato che la conferenza si è svolta davanti a una platea praticamente vuota. Vero che si trattava di una conferenza stampa, e vero anche che i contenuti erano molto tecnici (noi abbiamo cercato di renderli in un linguaggio il più possibile fruibile a chiunque), ma l’impressione è che in realtà, come dicevamo in apertura, l’interesse della cittadinanza intorno a Martucci sia inesorabilmente calato. Facendo così il gioco di chi ha interesse a non parlarne. Ma davvero, sia a palazzo che nella strada, a nessuno interessa più la verità? Davvero a nessuno interessa più sapere se siamo in pericolo?

Vito Giustino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Related Posts