riceviamo e pubblichiamo

NON V’È PIÙ CONVENIENZA A RIAPRIRE
LA NOTIZIA CHE ASPETTAVAMO DA TEMPO È ARRIVATA! Finalmente, dopo oltre un
anno dalla sua presentazione, conosciamo l’esito del ricorso amministrativo
proposto dalla Progetto Gestione Bacino Ba 5 contro la Regione Puglia per
l’annullamento degli atti amministrativi riguardanti il noto caso della
rifunzionalizzazione delle vasche di servizio e soccorso in contrada Martucci. Sono
state infatti depositate, assieme all’esito di RIGETTO TOTALE delle istanze invocate,
le motivazioni del diniego. Certamente è una sentenza che fa gioco al nostro
interesse di non riapertura. Davvero una chiara ed inequivocabile sentenza. Un
rigetto ben motivato che stronca ogni pretesa dei gestori dell’impianto, ai quali ora
non resterebbe altro che metter mano al portafoglio per l’oneroso intervento di
sostanziale rifacimento della vasca A (della B ormai si sono perse le tracce, perché
richiede un ulteriore operazione preliminare, ossia lo svuotamento dai rifiuti già
abbancati e la sua bonifica, prima del rifacimento), secondo le indicazioni
prospettate dal consulente tecnico d’ufficio nel processo penale, ing. Boeri. Tra il
ricorso principale depositato, che impugnava tre atti di distinti uffici della Regione
Puglia, che fornivano l’indicazione del corretto procedimento da seguirsi per la
riattivazione dell’impianto della discarica (ovvero la sostituzione di parti strutturali
dell’opera quali le sponde e il fondo della discarica, per le criticità riscontrate nel
processo, che richiedono particolare attenzione nella valutazione degli interventi da
realizzarsi per adeguare la vasca A) e due motivi aggiunti a fine luglio del 2021, con
relativa richiesta di sospensiva cautelare, sono state ben otto le censure sulle quali il
TAR si è espresso. Ma vediamo i tratti essenziali di questa sentenza. Innanzitutto il
TAR rileva che l’impianto di discarica in questione è stato autorizzato con decreto del
Commissario delegato per l’emergenza e che è stato emanato secondo procedure
emergenziali, e non ha subito i successivi riesami ed essendo trascorsi oltre dieci
anni dall’autorizzazione concessa sono sopraggiunti aggiornamenti delle norme
tecniche di settore, ma soprattutto che gli interventi proposti non rientrano nella
semplice manutenzione bensì sono da ritenersi MODIFICHE SOSTANZIALI. Pertanto
non ricorrono le condizioni per accedere al procedimento semplificato richiesto dai
gestori, non configurandosi come semplice miglioramento, ma sono interventi di
messa in sicurezza, dunque opere necessarie per la messa in sicurezza dell’invaso.
Infatti, proclama il Giudice di merito, la sovrapposizione sulla barriera mineraria
esistente della stratificazione proposta con il progetto presentato dal gestore non
costituisce miglioria ma un’alternativa tecnicamente e normativamente non
condivisibile. Per questo motivo sancisce: il ricorso e i due motivi aggiunti
proposti sono infondati.
La conclusione è inequivocabile: IL RICORSO ED ENTRAMBI I MOTIVI AGGIUNTI, PER
LE MOTIVAZIONI SOPRA ESPOSTE, VANNO RESPINTI, AVENDO LA REGIONE, NELLA
DISCREZIONALITÀ CHE LE COMPETE, CORRETTAMENTE QUALIFICATO LE OPERE DA
REALIZZARSI COME “MODIFICA SOSTANZIALE”.
Questo il sunto della sentenza. Ed ora, però, il pasticcio si fa più grande. Come se ne
esce se la Progetto Gestione Bacino Ba 5, com’è facilmente intuibile, non si adegua
per mancanza di convenienza economica? Davvero si può ancora attendere i tempi
di una eventuale ricusazione, mercé revoca contrattuale, con relativi poteri
sostitutivi pubblici, che ci porterebbero, per la certa opposizione dei gestori, a
ridosso, se non oltre, la data prevista per la chiusura definitiva di Martucci, cioè il
2025?
Suvvia, non si perda ulteriore tempo e si vada immediatamente alla definizione di
un nuovo sito alternativo, come chiediamo ormai da due anni.
Ne va, a nostro sommesso giudizio, una probabile ed eventuale nuova emergenza
rifiuti.
Mola 20 maggio 2022
Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”