• martedì , 21 novembre 2017

CONVERSANO: IL CASO DEI “RAPPORTI” MALAVITA-COMUNE ALL’ATTENZIONE DEL GOVERNO GENTILONI

 

CONVERSANO (Bari) – Riceviamo e pubblichiamo. Quando nell’ottobre 2013 fu presentata la prima interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Angelino Alfano sulla “questione sicurezza” nel comune di Conversano (BA), a firma del deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S), la replica del Sindaco Lovascio fu alquanto stizzita: “Ritengo che queste azioni siano studiare per colpire il sottoscritto e credo che non debbano preoccupare me a livello personale, ma soprattutto i cittadini di Conversano dichiarava il Primo Cittadino sul suo sito ufficialeche vengono danneggiati da tutte queste esternazioni che descrivono Conversano come la città che non è. Conversano è una città dove da sempre prevale il buon senso e la tranquillità, dove la criminalità non ha mai preso il sopravvento e mai lo prenderà”. Di diverso tenore la risposta del viceministro Filippo Bubbico che parlava di “sodalizi delinquenziali baresi” interessati alla “gestione delle discariche” ed al traffico di “rifiuti speciali e pericolosi” ma assicurando che “le forze dell’ordine svolgono quotidianamente l’attività di prevenzione e contrasto, con un impegno rafforzato, anche a seguito dei fatti segnalati nell’interrogazione”. La situazione non cambiò e per mantenere alta l’attenzione il deputato L’Abbate (M5S) tornò a chiedere lumi al Governo Renzi.

 

Oggi, dopo il blitz del 28 dicembre scorsodichiara il parlamentare pugliese 5 Stellenon posso che tornare a chiedere al ministro dell’Interno Marco Minniti un intervento chiarificatore a beneficio dell’intera comunità conversanese. Dinanzi agli arresti, alle intercettazioni detenute dalle forze dell’ordine che gettano molte ombre su Palazzo di Città e all’assordante silenzio del Sindaco Giuseppe Lovascio che fa il paio con le incredibili dichiarazioni rilasciate del 2013, il presentare la terza interrogazione parlamentare sulla questione sicurezza a Conversano conclude L’Abbate (M5S) mi sembra quantomeno un atto dovuto”.

 

Al neo-ministro Minniti, il deputato 5 Stelle chiede quali iniziative intenda mettere in atto nell’ambito delle proprie competenze per “garantire un maggior controllo dell’ordine pubblico e della pubblica sicurezza nonché per reprimere, ai sensi degli articoli 141 e 143 del TUEL, eventuali infiltrazioni criminali negli organi elettivi e nell’apparato amministrativo garantendo la regolarità, correttezza e legittimità delle attività e delle procedure amministrative (affidamento appalti pubblici, assegnazione alloggi popolari e contributi economici) anche in relazione ad eventuali condizionamenti e/o inquinamenti esterni”. Ora si rimane in attesa, dunque, della risposta del Governo Gentiloni.

 

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