• venerdì , 20 aprile 2018

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE “CHIUDIAMO LA DISCARICA MARTUCCI”

[DALL’ASSOCIAZIONE “CHIUDIAMO LA DISCARICA MARTUCCI” RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO] Lunedì 29 febbraio si è tenuto l’incontro fra una delegazione della nostra Associazione e l’assessore regionale alla tutela dell’ambiente Santorsola, col quale abbiamo avuto un confronto cordiale nei toni ma aspro e serrato sui contenuti. Siamo stati ricevuti  anche grazie all’intercessione della segreteria del Presidente Emiliano, che ha sollecitato e materialmente fissato, concordandola, la data della riunione, ma abbiamo dovuto fare ben due ore di anticamera.  Al colloquio ha partecipato, assieme all’assessore, una sua collaboratrice, capo Dipartimento, tra l’altro, anche del settore ciclo dei rifiuti, ing. Barbara Valenzano. Dopo aver esposto le ragioni dell’incontro e le nostre richieste (sintetizzate qui sotto) e averne discusso per circa un’ora ci veniva contestato che avevamo ripetuto sostanzialmente quanto già prospettato in un  primo incontro, nel settembre dello scorso anno (ben cinque mesi fa!). Non era vero e se anche lo fosse stato – abbiamo obiettato – la stasi di azioni amministrative sulle questioni prospettate era inaccettabile. Quel che invece rilevava, a nostro giudizio, era una certa irritazione per quella che veniva vissuta come una vera e propria incursione che vedeva messa in mora l’amministrazione regionale su diversi fronti scoperti e ritardi accumulati.

Gli argomenti da noi trattati possono così riassumersi nei seguenti punti:

1) L’INERZIA SUL FRONTE DEI CONTROLLI SULLA GESTIONE POST-CHIUSURA DEL DISMESSO 3° LOTTO (ex competenze provinciali ora orfane di titolari, in attesa della nuova ripartizione tra Regione e Città Metropolitana)

2) IMMINENTE EMERGENZA RIFIUTI REGIONALE, con la chiusura di discariche nel leccese e dell’annunciata stessa discarica di Autigno in Brindisi (nostro riferimento attuale, stante il sequestro della Martucci). Sul punto, giusta una nota che ci era pervenuta prima dell’incontro a firma dell’ing. Valenzano, abbiamo alzato le barricate sull’avanzata ipotesi di riapertura della vasca B, ove intervenisse il dissequestro giudiziario, più volte richiesto dalla Regione, e si operasse una successiva riparazione dei danni ivi constatati a carico della stessa Ditta esecutrice dei lavori. Ipotesi per noi insostenibile – abbiamo affermato – perché quelle terre martoriate hanno già subito sversamenti di milioni di tonnellate di rifiuti d’ogni genere da quarant’anni in qua.

3) MALFUNZIONAMENTO IMPIANTO COMPLESSO IN MARTUCCI, in quanto senza linea di preselezione (presente, ma mai entrata in funzione) e con difettoso funzionamento di biostabilizzazione con, ovviamente, relativa cattiva produzione del CDR.

4) MANCATO DECOLLO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA per via di assenza di impianti  pubblici di compostaggio e collasso degli impianti privati che hanno esaurito la propria capienza ad ospitarli.

In proposito abbiamo suggerito la riconversione della linea di biostabilizzazione di Martucci in impianto di compostaggio, o almeno parzialmente, tenuto conto che sono già trascorsi cinque anni dall’affidamento dell’appalto e dunque di prossima scadenza; per cui si potrebbe già cominciare a programmare in tal senso col nuovo affidamento a venire.

5) abbiamo infine chiesto di RIFINANZIARE IL BUDGET PER IL TAVOLO TECNICO REGIONALE, ormai in via di compimento del suo mandato, con la conclusione delle indagini in corso, e ciò per due ordini di motivi ben precisi:

 a) perché il monitoraggio dei pozzi e delle acque di falda, in via di conclusione, non può rimanere un fatto episodico, ma vanno periodicamente ricontrollati per seguirne i decorsi e gli eventuali scostamenti di valori (come suggerito dagli stessi componenti tecnici del Tavolo);

b) bisogna allargare la sfera d’indagine ai territori definiti sospetti dal CNR, al di fuori delle aree di discariche e talvolta a notevoli distanze da esse, perché molto probabilmente destinatarie di possibili interramenti di rifiuti  e magari d’ogni genere.

Per ultimo desideriamo far cenno ad un fortuito episodio, nel corso del confronto, che ci ha fatto molto riflettere. Inopinatamente, per un caso assolutamente accidentale, il discorso è caduto sulla richiesta, da noi avanzata al Presidente Emiliano, competente per ramo (ne detiene la delega) dei dati epidemiologici dei Comuni del quadrilatero gravanti sulla discarica Martucci: c’è stata un’immotivata e rabbiosa reazione dell’assessore che, improvvisamente ha cominciato ad agitarsi, si è alzato ed ha cominciato a girare per la stanza come fosse sui carboni ardenti. Non abbiamo commentato questo atteggiamento, ma ci siamo fortemente insospettiti e abbiamo replicato che questo era un tema che avremmo affrontato nella sede opportuna e con l’interlocutore adatto e che comunque mai ci siamo sognati di affermare un nesso causale tra l’incidenza, maggiore della media regionale, di neoplasie in più d’uno dei quattro Comuni indicati e la presenza delle discariche; al contrario è proprio questo uno dei motivi della nostra richiesta di dati che scioglierebbero dubbi e individuerebbero percorsi per la ricerca delle cause.

 

La conferenza stampa tenutasi nella serata dello stesso 29 febbraio ha poi interessato due altri temi:

la campagna di adesioni per il rilancio della nostra Associazione;

il lancio della campagna referendaria NO TRIV del prossimo 17 aprile, con una specifica nostra iniziativa da intraprendere immediatamente per la costituzione di un apposito Comitato referendario a livello locale.

 

Mola, 3 marzo 2016

                                                                      

Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”

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