• sabato , 21 aprile 2018

CASTELLANA GROTTE, VISITA GUIDATA AL CIMITERO: BASTA CON HALLOWEEN

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cimitero di Castellana 

 

CASTELLANA GROTTE – Halloween? No Grazie. Questo lo spirito con la quale la locale Pro Loco di Castellana Grotte da un’idea di Piero Longo ha organizzato per domenica 1° novembre una visita guidata al cimitero monumentale di Castellana Grotte. L’appuntamento per chi vorrà conoscere meglio, la storia del cimitero di Castellana, le cappelle gentilizie presenti adornate da pietra lavorata a mano e abbellite da sculture realizzate dai maestri scalpellini castellanesi di inizio novecento, oppure sapere dove sono sepolti alcuni castellanesi illustri è all’ingresso del cimitero alle ore 10,30. Dall’ingresso principale inizierà il giro per il cimitero storico. Ad illustrare le peculiarità e i tesori nascosti del nostro cimitero saranno gli architetti Dino Aiello e Antonio Pace.

Il cimitero di Castellana fu uno degli ultimi ad essere costruiti in provincia di Bari. Fu inaugurato nel 1876 e il ritardo è dovuto a motivi di carattere economico e perché al tempo non riuscivano a mettersi d’accordo sul luogo dove farlo sorgere. Dopo molteplici discussione fu deciso di allocarlo dove è oggi, presso l’antica chiesa di Santa Maria delle Grazie, posto sulla via pubblica che conduceva Monopoli. Al suo interno numerose cappelle di pregio caratterizzate dalla presenza di elementi simbolici e decorativi tipici delle aree cimiteriali e per la presenza di elementi scultorei che arricchiscono l’ingresso, le finestre e le cornici, che ricordano la tipica architettura tardo ottocentesca.

“Abbiamo voluto organizzare questa visita guidata – dichiara Piero Longo – per due motivi. Uno far conoscere meglio un angolo della nostra città che tutti frequentiamo ma che conosciamo poco, comunque ricco di storia e di bellezze architettoniche. Secondo, valorizzare e preservare quelle che sono le nostre tradizioni, senza piegarci alle mode consumistiche del momento legate ad Halloween che non ci appartengono. Per noi questa visita vorrà dire anche riscoprire antichi riti che vanno scomparendo. Penso a quelli che erano i cibi poveri, che i nostri genitori e prima ancora i nostri nonni, preparavano in occasione delle festa di Ognissanti e nella giornata di commemorazione dei defunti, come sapientemente descritti nel libro di Bianca Tragni “Il cibo dei morti”. Oppure andare a riscoprire antichi testi dedicati ai defunti, come “I Sepolcri” di Ugo Foscolo o “A livella” di Antonio De Curtis meglio conosciuto come Totò”.

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