• martedì , 27 giugno 2017

CARO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, MA COSA FA??

SERGIO MATTARELLA, foto tratta dal corriere adriatico

A cura di Mimmo Derasmo

Presidente , la sua recente visita in un campo di immigrati conferma il mio pensiero circa i compiti attuali del Capo dello Stato. Sono i compiti che lo collocano in una posizione di nulla-facente che peraltro provoca rabbia e indignazione. Se cerca pubblicità perché non viene a visitare un centro handicappati , le varie comunità, le UPTE (università popolari terza età)? Ce ne sono tantissimi in Italia, luoghi dove il volontariato sociale e gratuito si manifesta in modo eccellente. Lei continua a seguire i suoi predecessori, in una strada tracciata che ci ha condotti in una povertà culturale e materiale inconcepibile ed inaccettabile per il nostro Paese. E la dignità l’importanza, la grandezza del Capo dello Stato dov’è. Lei è il capo di una classe politica che lavora alla difesa, ormai indifendibile, del “proprio” che è estremamente distante dalla normalità, che agisce guardando sempre indietro addossando colpe e responsabilità agli altri che si comportano in modo totalmente idiota nel momento in cui tutti, dico tutti, fanno solo a parole “grandi cose” per l’Italia. Basti pensare alle leggi sul conflitto d’interessi, sulla legge elettorale e altro che aspettano da anni. Ho sempre sentito affermare che il nostro Paese è la culla della civiltà, e questo possiamo accettarlo.

Ma quando usciamo da questa culla? Quando cominciamo a crescere? Siamo prigionieri di un modello culturale e sociale arretrato in cui si considerano intoccabili molte attività gestite dal “pubblico” uccidendo la competizione che normalmente nasce dalla concorrenza tra privati. Si può crescere e cambiare, ma Lei dov’è. Nel campo profughi? Chieda un po’ in giro qual è il parere per questi suoi comportamenti e avrà la misura da dare alle precedenze in tali interventi. Le regioni sono l’una contro l’altra armate. Ognuno legifera per proprio conto. Ci sono regioni speciali e altre no eppure ci sarà qualcuno che si accorgerà di questa follia che ormai dilaga e rende caotica, senza alcun valore, le componenti della nostra vita. Sig Presidenze la condotta è semplice:– lo Stato legifera, regolamenta e controlla avvalendosi delle regioni. I comuni eseguono e i sindaci sono responsabili del loro territorio e di tutto ciò che accade. Le elezione che si fanno per i comuni sono elezioni amministrative che riguardano i bisogni reali dei cittadini; e ciò è ben diverso dall’indirizzo politico di una nazione (troppi onorevoli). Se legge questa lettera e non rimane paralizzato, mi chiami, mi telefoni, venga a farmi visita, a casa mia, e prendere un caffè con me; faccia qualcosa per il Popolo e soprattutto si faccia riconoscere come Presidente di tutti e non di tre o quattrocento onorevoli. Mi merito questa attenzione: sono più vecchio di Lei e soprattutto so come si fa il Capo perché ho esercitato l’arte del comando per oltre quarant’anni. Ancora una cosa Presidente: invece di farci gli auguri di Pasqua perché non ci parla di amor di Patria? E coinvolga tutti i suoi onorevoli (si fa per dire) che prendano atto che il loro non si può chiamare amor di patria , ma amor di soldi.

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