• giovedì , 26 aprile 2018

BARI, UN FLASH MOB DA E PER L’ENEIDE

BARI – Ieri mattina via Bozzi a Bari, nell’isolato più vicino al lungomare, a partire da mezzogiorno per circa un’ora è diventata un teatro all’aperto. Lo spettacolo era un flash mob, un’esibizione artistica iniziata senza preavviso (se non alla stampa) per annunciare una rappresentazione più grande che a partire da stasera interesserà diversi comuni del barese. Si intitola “Eneide. Sogno italico degli Dei” e segna la tappa finale (almeno per ora) di Teatro MUDI, il progetto che nei mesi scorsi ha iniziato decine di appassionati ai vari aspetti del teatro, dalla recitazione alla parte scenografica (costumi, luci, ecc.) passando per quella legislativa (MUDI sta appunto per MUltiDIsciplinare). Un progetto intercomunale, che ha interessato Putignano, Capurso, Leporano e Polignano, esattamente i Comuni in cui, da stasera, andrà in scena questa particolare rappresentazione del mito di Enea. Rigorosamente all’aperto e ad ingresso libero.

Un assaggio di cosa significa una rappresentazione classica in pieno centro cittadino l’abbiamo avuta già ieri, vedendo tra negozianti che si affacciavano, ciclisti che passavano e signore impegnate a far la spesa, questi giovani attori che parallelamente davano vita ciascuno a un diverso personaggio. Abbiamo così incontrato la follia di Amata, madre di Lavinia.

Eurialo e Niso, i due amici fraterni destinati a perire nella stessa battaglia.

La Sibilla coi suoi vaticini oscuri.

Le Furie, a malapena tenute a bada dagli Aruspici profeti di sventura.

Le Supplici.

Due delle tante incarnazioni del Fato, che guideranno lo spettatore.

Chiediamo ad Antonio Minelli, regista dello spettacolo (attivo in Italia e all’estero dal 1979) nonché responsabile di Teatro MUDI insieme alla sua compagnia Formediterre, se non manca qualcuno. Dov’è Enea? “Non c’è, sarà il grande assente della rappresentazione. L’Eneide fu commissionata da Augusto a Virgilio sì per celebrare la grandezza romana, ma anche come inno di pace e fratellanza dopo secoli di guerre. La storia racconta di come diverse etnie impararono a vivere insieme. Lo stesso Enea, di origine troiana, nel Lazio era uno straniero, eppure fu lui a dare inizio alla stirpe di Romolo e Remo, che avrebbero fondato Roma. Eliminando dallo spettacolo lui, che avrebbe portato l’equilibrio fra tutte queste forze avverse, vogliamo dimostrare come quel sogno di fratellanza sia ancora lontano dal realizzarsi. Ciò dimostra quanto questo poema sia ancora attuale”. Un inno alla fratellanza che però, ricordiamolo, ha un finale oscuro. L’ultimo libro si conclude con un impeto d’ira di Enea che uccide senza pietà il suo acerrimo nemico Turno. Ciò non denota un certo pessimismo dello stesso Virgilio riguardo il realizzarsi del sogno? “Certo. – risponde Minelli – E se ci pensi, Virgilio poco prima di morire aveva chiesto che il poema fosse distrutto. Non ne aveva completato la revisione, era insoddisfatto. Ma Augusto dopo la morte del poeta si appropriò del manoscritto e lo fece pubblicare comunque. Anche questa è violenza. Si direbbe che la violenza sia inestirpabile dalla storia dell’umanità”.

E tutto questo come verrà narrato nelle quattro serate della rappresentazione? Ce lo spiega brevemente Alessia Carrieri, co-direttrice di scena: “Lo spettacolo sarà strutturato come un percorso. Gli attori che interpretano il Fato introdurranno gli spettatori lungo le vie dei centri storici dei Comuni che ci ospiteranno, e ad ogni angolo di strada ci sarà un attore o un gruppo di attori che reciterà incessantemente la propria parte. Enea e Didone non saranno in questo spettacolo, ma in un certo senso saranno gli spettatori a interpretarli, percorrendone il cammino. Stamani vediamo solo una piccola parte del cast, che conta ben 45 attori, tutti allievi di Teatro MUDI. Alcuni avevano già recitato, altri sono alla loro prima esperienza e si confrontano subito con un classico della letteratura epica”.

Tra i Comuni ospitanti ci sarà Polignano, in cui lo spettacolo andrà in scena l’ultima sera, il 1° luglio. Ne parliamo con l’assessore alla Cultura Marilena Abbatepaolo. “Questa rivisitazione dell’Eneide, e in generale l’intero progetto MUDI, è stato per noi un modo non solo di promuovere una nuova fruizione del linguaggio teatrale, ma anche la produzione del teatro, andando ad offrire agli studenti partecipanti uno strumento per padroneggiarlo. Questa rappresentazione porterà vita nel centro storico, facendone un contenitore culturale. Anche solo passeggiarvi permetterà alla cittadinanza di conoscere la bellezza dell’Eneide. Quest’anno rappresenta una prova, se funzionerà ripeteremo l’esperimento nei prossimi anni per animare sempre più la città”.

L’esperimento sembra aver già fatto presa sul pubblico più difficile. Ieri un gruppo di bambini, insieme ai suoi accompagnatori, si è fermato per qualche minuto a seguire lo spettacolo.

Se volete fare la loro stessa esperienza non avete che da recarvi in uno dei quattro Comuni interessati nelle rispettive serate: Putignano (23 giugno, Centro storico), Capurso (24 giugno, Parco comunale), Leporano (30 giugno, castello Muscettola), Polignano (1° luglio, Centro storico).

Vito Giustino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Related Posts