• sabato , 21 aprile 2018

BARI, “IL NASO” DI GOGOL’ ALLA CASA DI PULCINELLA

BARI – Svegliarsi una mattina e non trovarsi più il naso sul viso ma solo una superficie liscia. Come reagiremmo? E’ possibile che una parte del nostro corpo prenda coscienza e ci abbandoni? E la cosa peggiore sarebbe questa o l’indifferenza con cui gli altri accolgono la nostra tragedia? Questi e altri quesiti sono affrontati ne “Il Naso”, il racconto di Gogol’ divenuto una pièce teatrale di successo della compagnia “L’Occhio del Ciclone Theater”, portato in scena al Granteatrino Casa di Pulcinella di Bari.

Nikolaj Gogol’ (1809-1852) scrisse “Il Naso” intorno al 1835. La novella fu successivamente inclusa nella raccolta “Racconti di Pietroburgo”. In essa, col suo tipico stile grottesco e dissacrante, l’Autore racconta la disavventura di Kovalev, un piccolo funzionario (ma che si ritiene molto più importante di così) che un mattino guardandosi allo specchio scopre di non avere più il naso. Messosi alla ricerca di esso per le vie di Pietroburgo, se lo trova davanti vestito in livrea e scopre che il suo naso non solo si è liberato dal resto del corpo, ma nel giro di poche ore è riuscito a far carriera superando di grado il suo ex-padrone. Come se non bastasse, tutte le persone a cui si rivolge per chiedere aiuto (dalla polizia a un tipografo cui chiede di stampare un annuncio per il ritrovamento del naso) lo trattano come se la sua disavventura fosse una pratica da sbrigare uguale a mille altre (e d’altronde lui stesso sembra più preoccupato della figuraccia che rischia di fare con le dame dell’alta società che dell’oggettiva assurdità della sua disgrazia). Alla fine la vicenda si risolverà come si è creata, cioè senza alcuna spiegazione.

Protagonista e mattatore Lino De Venuto, che porta sul palco un Kovalev vittima, prima ancora che della sua disavventura, della propria vanità. In scena con lui gli attori della compagnia (Giambattista De Luca, Isa Gigante, Ada Interesse, Emanuella Lomanzo, Renata Maurantonio, Vitangelo Pugliese, Nicolò Restaini, Annalisa Rossi, Caterina Rubini, Michele Scarafile, Anna Volpicella, il piccolo Alessandro Trigona) danno vita ciascuno a diversi personaggi che il protagonista incontra sulla sua strada. L’adattamento di Gianfranco Groccia (anche regista), Giambattista De Luca e Michele Scarafile alleggerisce forse la satira sociale di Gogol’, ma lascia intatta l’indagine dell’Autore sui caratteri umani, sul grigio interiore e la mancanza di empatia che impediscono loro di rendersi conto veramente della bizzarria di un evento che si consuma davanti ai loro occhi. Il che rende questo racconto fantastico non solo paradossalmente realistico, ma persino attuale.

Il pubblico in sala ride. Sperando in nuove repliche.

Vito Giustino

 

 

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