• mercoledì , 20 settembre 2017

AUGURI ALLA MOLESE PIU’ LONGEVA!

MOLA – E’ Porzia Colucci la molese attualmente più longeva, coi suoi 104 anni compiuti ieri. Nata a Noicattaro il 23 agosto 1912, ivi ha vissuto con la sua famiglia fino a 22 anni. La vita la mise subito alla prova dato che all’età di 5 anni, mentre giocava vicino casa, subì una caduta che le lesionò il ginocchio sinistro. Per troppo tempo la povera famiglia sottovalutò le conseguenze di quell’incidente, e quando decise di rivolgersi a un luminare dell’ortopedia, proveniente da Bologna, questi riuscì comunque a farle recuperare l’uso dell’arto (con un intervento presso il Policlinico di Bari molto innovativo per l’epoca), ma non ad impedire che rimanesse leggermente claudicante. Nel ’34 – ’35 la famiglia si trasferì a Rutigliano e la giovane Porzia risentì molto il distacco dai suoi amati zii e cugini, ai quali era molto legata. Nel 1951 la sua vita fu segnata da una tragedia familiare: il suo fratello maggiore morì lasciando tre figli in tenera età. La signorina Porzia decise di liberare i vecchi genitori dal peso del suo mantenimento e di sposarsi. La vita matrimoniale con suo marito Alberto, condotta fra alti e bassi ma con la sua attiva partecipazione all’economia delle risorse familiari, la vide specializzarsi in taglio e cucito, confezionando capi da uomo e da donna finemente realizzati e insegnando la sua arte a giovani apprendiste. Nel 1963 la sua sorella prediletta, Vittoria, mise al mondo il nipote Pietro, che oggi è il suo assistente ed angelo tutelare. Nel 1978 suo marito Alberto morì, ma la vedovanza durò appena tre anni poiché Porzia non intendeva lasciare la casa che aveva acquistato anche con i suoi sacrifici, e il suo spirito libero ed indipendente non sopportava l’idea di tornare a vivere in casa altrui. Così, nel 1981, si risposò con Pasquale. Questo secondo matrimonio si concluse drammaticamente nel 1994, quando Pasquale morì di Alzheimer. Una seconda vedovanza, e ormai da ultraottantenne, fece sì che si rinsaldasse il suo rapporto affettivo con la sorella Vittoria, di cui fu ospite nella sua abitazione a Mola tutte le volte che la salute non le permetteva di restare sola. Nel 2003 muore la sua amata sorella Vittoria, e dopo aver perso già tutti gli altri fratelli (anche quelli più piccoli di lei) Porzia resta, a 91 anni, irrimediabilmente sola. Nel 2007 viene ospitata, per due anni, da una sua nipote a Rutigliano che cede, per motivi di salute, il testimone a Pietro Maglio, figlio di Vittoria, l’unico che se ne prende carico. Così dal 22 gennaio del 2009 Porzia diventa cittadina molese a tutti gli effetti e vive da quel momento assistita amorevolmente dal suo angelo custode: il nipote Pierino (come lei lo chiama). Ed è stato proprio Pierino a chiedere una messa speciale per lei domenica nella chiesa di San Domenico. La messa è stata officiata dal parroco don Vincenzo, che ha espresso la sua ammirazione per le virtù cristiane della signora, e ha visto la presenza del sindaco Giangrazio Di Rutigliano, che ha sottolineato quanto hanno da insegnarci gli anziani come lei che hanno vissuto di persona cose che noi possiamo solo leggere sui libri. Suo nipote Pietro ha anche letto un messaggio per lei. Infine, tutti insieme, con l’amico di famiglia Vittorio Farella e parenti ritornati per l’occasione dall’estero dove risiedono, sono andati tutti a festeggiare al ristorante. Ieri il negozio di proprietà di Pietro è stato meta di “pellegrinaggi” di amici che ci tenevano a farle gli auguri di persona (e già si parla di una festa musicale nei prossimi giorni). Per tutto il tempo Porzia è rimasta in silenzio, ma visibilmente emozionata. I parenti assicurano che, anche se gli acciacchi le rendono difficile comunicare e sentire, rimane ancora perfettamente lucida. Ed è questo che rende il suo silenzio così carico: la consapevolezza di tutto quel che ha da raccontare.

150 - Copia160 - Copia165 - Copia161 - Copia164

Vito Giustino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Related Posts